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lunedì 31 gennaio 2011

CHITARRINE BROCCOLI E VONGOLE

chitarrine crema di broccoli e vongole

Alzi la mano chi di voi non era stufo di aprire La cucina della socia e trovarsi di fronte ancora una volta un panettone! Vabbè che l’albero l’abbiamo disfatto neanche 10 giorni fa (siete autorizzati ad infierire) ma di panettoni ormai ne avevo fin sopra le orecchie tra quelli che ho fatto e quelli ricevuti in dono….

Come preventivato ho indovinato a non stilare elenchi di buoni propositi perché nella lista inespressa in un angolino del mio cervello c’era l’idea di postare almeno una ricetta a settimana e come vedete è passato un mese giusto giusto.

La socia nel frattempo ha cercato di riprendere i “normali” (leggi: concitati) ritmi dopo il ritorno, sempre traumatico, al lavoro. Ho cercato di mettere un po’ di ordine più che altro nella mia testa per riuscire ad organizzarmi e ripigliarmi i giusti tempi per postare ma una volta manca l’ispirazione per scrivere, l'altra la foto e spesso la ricetta perché cucino poco o meglio cucino piatti normali…..ok confesso, sono vittima pure io della dieta post bagordi..anzi sto tentando di stare seriamente a dieta per la millesima volta nella vita (sarà la volta buona?mah, io ci provo)

Tutte scuse in attesa che arrivasse il momento perfetto in cui tutto combaciasse. A fare da contraltare c’è invece il mio cervello culinario in pieno fervore (sarà che mi manca da morire cucinare dolci..ad esempio: se qualcuno si offre volontario offro dolci gratis a tutte le cavie che si prenotano) e il moleskine su cui annoto ricette e idee è zeppo di appunti per future ricette!

…E poi succede che arrivi a casa, prepari il pranzo, il verde del broccolo è così intenso, dalla finestra arriva una bella luce, la fotocamera è stranamente carica e puff ecco che estraggo il piatto beige, un tovagliolo, il tagliere di ulivo, tento di dare allo spaghetto una forma artistica (ma quando mai?), fotografo velocemente, mangio la pasta ancora abbastanza calda e..sorpresa! le foto non sono niente male, i colori sono vivaci e realistici, carico su flickr ed eccomi qua.

SPAGHETTI ALLA CHITARRA CON CREMA DI BROCCOLI E VONGOLE

chitarrine crema di broccoli e vongole

Ingredienti per 2 persone:

140 gr spaghetti alla chitarra

350 gr di vongole veraci (con il guscio)

1 broccolo intero (che non vi venga in mente di buttare il gambo)

2 spicchi d’aglio

olio evo

sale

peperoncino in polvere

vino bianco

2 filettini di alici di Cetara (facoltative)

Prima di tutto preparate il broccolo: tagliate a pezzetti le cime e tenete da parte. Eliminate la parte coriacea del gambo e dei “rami” come se doveste pelarlo. Io parto dalla basso, incido appena sotto la parte esterna verde e tiro il lembo: si staccherà tutta la “buccia” esterna con molta semplicità rimanendo solo la parte bianca, dove partono le infiorescenze ci vuole un po’ più d pazienza ma in pochi minuti avrete fatto tutto. Tagliate a cubetti il gambo e i rami, tuffateli in acqua bollente salata e fate cuocere circa 7 minuti dall’ebollizione, quindi alzate la fiamma e buttate anche le cime. Fate cuocere ancora per 5-6 minuti finche non saranno teneri tutti pezzi. Scolate bene il broccolo e versatelo in una padella in cui avrete scaldato a fuoco bassissimo 2 spicchi d’aglio schiacciati con un cucchiaio d’olio fino a doratura, spadellate velocemente il tutto a fuco medio per insaporire il broccolo. Fuori dal fuoco frullate con il minipimer aggiungendo qualche cucchiaio d’acqua per renderlo più cremoso e i filettini di alici se vi piacciono. Potete farlo direttamente nella padella o meglio versando i broccoli nel bicchiere apposito del frullatore a immersione. Regolate di sale la crema, aggiungete peperoncino a piacere, non troppo però per non coprire completamente il sapore. Versate la crema nella padella (che possa contenere poi la pasta) e tenere in caldo.

Nel frattempo fate cuocere la pasta e preparate le vongole nel modo classico, ovviamente ricordandovi di lasciarle spurgare in acqua e sale per almeno due ore oppure tutta la mattina (io prendo una ciotola grande di vetro con un piatto rovesciato sul fondo, verso le vongole e copro con acqua e sale, circa 30 gr per litro, copro con pellicola, lascio riposare). Prendete le vongole spurgate, risciacquatele per togliere eventuali residui di sabbia, mettetele in una padella calda a fuoco vivace senza niente, incoperchiate, lasciate cuocere pochi minuti scuotendo un poco la padella per farle aprire, quindi aprite e sfumate con poco vino bianco. Eliminate le vongole che non si sono aperte e sgusciate le altre.

Scolate la pasta al dente, versatela nella padella con la crema di broccoli calda, mescolando bene raccogliere bene il sugo allo spaghetto, unite 3/ 4 delle vongole, impiattate e decorate con le vongole rimaste.

chitarrine crema di broccoli e vongole

nel frattempo, per chi già non lo sapesse, segnalo questa bella iniziativa, perchè qui non ne parlo mai perchè non sono brava a parlare di politica ma credo che valga la pena far sentire la nostra voce e il nostro disgusto anche con una semplicissima ricetta a basa di maiale:

LIBERIAMOCI DEL MAIALE
termine utile il 6 febbraio


martedì 7 settembre 2010

TEMPISMO PERFETTO?

pasta fredda zucchine

In senso ironico ovviamente…mentre scrivo c’è un cielo grigio e buio che manco a novembre…ma io sono sempre fuori tempo e vi propongo una pasta, fredda of course!

Oggi mi sono arresa alla scarpa chiusa (io e le mie irrinunciabili infradito, se non rischiassi il congelamento le metterei pure d’inverno), munita di trench e armata di ombrellino tattico, sono uscita a sfidare l’aria gelida e addirittura pare che domani dovremo andare a lavorare pagaiando…

In effetti, ormai è più tempo di zucche che di zucchine…ma io non sono ancora dell’umore per zuppe calde e cibi autunnali, ho una gran voglia di porcini e mirtilli sì, però sguazzo ancora con somma gioia in pomodori, melanzane e basilico e una pasta fredda me la mangio ancora volentieri magari per una bella cenetta per salutare l’estate con gli amici.

La ricetta in questione è lista d’attesa da un anno, temo fortemente che mi denunci per inadempienze contrattuali,quindi non avete scampo (e pensandoci bene volendo si potrebbe trasformare in un sughetto caldo con qualche piccolo barbatrucco)

INSALATA DI ORECCHIETTE ALLE ZUCCHINE E POMODORO AL PROFUMO DI ALICI


pasta fredda zucchine

Ingredienti (quantità rigorosamente a occhio):

orecchiette di semola (o altra pasta corta)

zucchine

pomodori maturi ma sodi

scamorza

pecorino romano

rosmarino

alici sottolio

olio extravergine d’oliva

sale e pepe nero

Lessate la pasta in abbondante acqua salata, scolatela bene al dente e passatela sotto l’acqua fredda per fermare la cottura. Versatela in una zuppiera, condite con un giro d’olio e fate raffreddare. Nel frattempo tagliate la scamorza, il pecorino a romano e i pomodori a cubetti piccoli e tenete da parte. Tagliate a dadini molto piccoli anche le zucchine e fatele saltare a fuoco vivace in una padella unta d’olio, continuando a mescolare finché non sono cotte ma ancora croccanti. Tritate finemente le alici sgocciolate e il rosmarino. Unite i vari ingredienti nella zuppiera della pasta, mescolate delicatamente, regolate di sale e infine condite con un ottimo olio extravergine e pepe nero macinato sul momento. Lasciate riposare in frigorifero coperto da pellicola.

venerdì 15 gennaio 2010

POST@ LA PAST@: PASTA E FAGIOLI ALLA PUTTANESCA

Post@ la Past@

Posto di corsa, con la palpebra calante e un piede già nel letto ma ci tenevo troppo a postare la mia ricetta, già pronta da 1 settimana, e non solo perché partecipa al contest dei Tzatziki con la collaborazione di Pasta Garofalo, che, per inciso, mi piace tantissimo!

Questa pasta ha una piccola storiella se vi va leggere i miei soliti deliri!

Non so come mai, ma dato che bisognava reinterpretare una pasta della tradizione avevo deciso che dovevo ispirarmi a qualcosa che avesse delle radici o nella mia tradizione gastronomica o nella mia famiglia…e qui sono andata un attimo in crisi perché:

a)panico totale, la tradizione piacentina in sostanza non prevede pastasciutta, a parte forse i tagliolini a porcini, per il resto noi si va di gnocchi, risotti e paste ripiene;

b) praticamente non cucino mai sughi tradizionali, invento, a parte pesto e cacio pepe;

c) anche nella mia famiglia niente sughi tradizionali, anzi la pasta si faceva spesso con sughi molto basici, solo quando ho avuto l’età della ragione e ho iniziato a spignattare è arrivata un po’ di varietà ma già allora sperimentavo.

..mumble..mumble..alla fine però mi sono ricordata di due sughetti della mia famiglia e ho pensato di incrociarli!

Ed ecco qui gli spaghetti alla puttanesca del mio babbo (che notoriamente era l’uomo dei vasetti, sottoli, conserve e marmellate erano il suo regno, ma ogni tanto si metteva ai fornelli per alcune pietanze che erano di sua totale esclusiva…chissà poi perché) con-fusi con la pasta e fagioli della mia nonna (in versione del tutto atipica, spaghetti interi non spezzati e un sugo rosso di borlotti bello denso, il piatto che cucinava sempre a noi nipoti e che mi piaceva da morire, ne sento ancora il sapore!)

Ovviamente ci ho messo un po’ del mio, cannellini invece dei borlotti, sugo bianco, però ho mantenuto lo spaghetto, anzi lo spaghetto alla chitarra, credo uno dei formati che preferisco in assoluto!

ed ecco cosa ne é uscito:

PASTA E FAGIOLI ALLA PUTTANESCA

Post@ la Past@

Ingredienti per 2 persone:

120 gr di spaghetti alla chitarra

70 gr di cannellini

4-5 filetti di alici sottolio

Olive taggiasche

2 spicchi d’aglio

1 rametto di salvia

1 foglia di alloro

Olio extravergine d’oliva

sale

1 pizzico di peperoncino in polvere

Mettete a bagno i cannellini in acqua fredda per 10-12 ore. In un tegame di coccio versate poco olio con la salvia e uno spicchio d’aglio schiacciato e sbucciato, fate soffriggere finché l’aglio sarà dorati. A questo punto togliete lo spicchio d’aglio, unite i fagioli ben scolati e fateli rosolare per pochi minuti, coprite con acqua, unite l’alloro e portate a ebollizione. Lasciate sobbollire per circa 35-40 minuti, finché sono cotti, quindi salate, eliminate gli aromi, prelevate circa un terzo dei fagioli e teneteli da parte. Frullate il resto con il minipimer, aggiungendo un cucchiaio d’olio ed eventualmente poca acqua per regolare la consistenza, cremosa ma fluida. Mentre fate cuocere gli spaghetti, fate scaldare l’olio con lo spicchio d’aglio schiacciato e sbucciato e quando è caldo unite le alici tritate, abbassate la fiamma la minimo e lasciate sciogliere bene le alici, quindi eliminate l’aglio, aggiungete le olive tagliate a pezzetti e un pizzico di peperoncino. Scolate la pasta, versatela nel coccio con la crema di cannellini scaldata a fuoco bassissimo e mantecate bene. Impiattate gli spaghetti, irrorateli con il composto olio-alici-olive e cospargeteli con i cannellini interi, mangiate!


Post@ la Past@

martedì 8 settembre 2009

..ULTIME FOLGORAZIONI ESTIVE...

Mi capita raramente di leggere una ricetta su altri blog e riprodurla praticamente in tempo reale, molte sono le variabili: di solito mancano gli ingredienti, manca il tempo, manca l’ispirazione per quel particolare piatto, poi passa il momento magico, finisce in archivio e magari la riesumo dopo millenni.
Quando ho visto questa pasta ho pensato che nella sua semplicità era un modo meraviglioso per usare gli ultimi peperoni della stagione, complice il frigorifero invaso da orde di peperoni* e soprattutto la voglia di cucinare che durante la settimana solitamente non è così scontata…
La mia versione è molto meno poetica della sua, per questo vi consiglio di studiare a fondo anche il suo post con tutte le spiegazioni sul tipo di cottura e sulle proprietà degli ingredienti..anzi leggetevi tutto il blog, è una fonte infinita di cultura alimentare.. è un ordine!!

*Nota: ..Le orde di peperoni non sono affatto diminuite….ho il frigorifero occupato, colpa del falegname che sta (almeno spero) producendo nuovi pezzi per la mia cucina. Al telefono ho vagamente accennato alla mia passione culinaria e di fronte a una promessa di mazzi di basilico del su orto per fare il pesto, l’uomo si è presentato con un intero carretto del fruttivendolo: peperoni, melanzane, pomodori (perché già non ne avevo abbastanza dall’orto del babbo…2 pentoloni di sugo!), fagiolini, basilico (1 cesto), prezzemolo in dosi massicce, erba cipollina....aehm, ma siamo solo in due….

FUSILLI BUCATI CORTI AI PEPERONI E PINOLI

Ingredienti per due persone abbastanza affamate:
200 grammi di fusilli bucati corti (Garofalo)
4 peperoni (3 rossi e 1 giallo)
1 spicchio d’aglio
Vino bianco secco
1 filetto di alice sott’olio
Una manciata di pinoli (circa 1 cucchiaio colmo)
2 cucchiai rasi di Pecorino romano grattugiato
1 cucchiaio di prezzemolo fresco tritato
Peperoncino piccante in polvere
olio extra vergine d’oliva


Per primissima cosa lavate e asciugate i peperoni, appoggiateli su una teglia e inseriteli nel forno con la funzione grill (il mio forno ha 3 intensità, di solito uso quella media perché con quella alta prendono fuoco in tempo reale). Mi raccomando durante l’operazione situatevi a portata visiva di forno perché si bruciacchiano molto velocemente! Girateli appena anneriscono, o quando vedete la pelle gonfiarsi e fare le bolle, facendoli abbrustolire su tutti i lati. Ci vuole un pochino di attenzione ma in circa 20 minuti il gioco è fatto. La teoria vuole che la pelle si stacchi più facilmente lasciandoli chiusi in un sacchetto, ma per ovviare a problemi di vario tipo (sacchetti che si fondono con i peperoni bagnati, contatto degli alimenti caldi con plastica o carta trattata chimicamente…..), una volta pronti ho messo i peperoni in una zuppierina e ho coperto tutto con un piatto in modo che il vapore rimanesse all’interno. Quando sono tiepidi (io li ho abbrustoliti nella pausa pranzo e li ho cucinati la sera), apriteli, togliete il picciolo con tutti i semini e i filamenti bianchi, ricordando di conservare il succo che rilasciano durante l’operazione. Fate dorare lo spicchio d’aglio in una padella con due cucchiaini d’olio a fuoco basso (Izn docet), nel frattempo tagliate i peperoni a cubetti e tritate il filetto di alice molto finemente. Aggiungete quest'ultima all’olio con l’aglio e lasciate sciogliere sempre a fuoco dolce.
Unite i peperoni, regolate di sale, alzate leggermente la fiamma e fate insaporire, togliete l’aglio, sfumate con il vino bianco e fate evaporare. Quando il sugo inizia ad asciugare versate l’acqua rilasciata dai peperoni. Unite anche un pizzico di peperoncino secondo il vostro gusto. Mentre il sugo cuoce, fate tostare i pinoli in un padellino antiaderente finché non prendono colore e sprigionano il loro caratteristico profumo.
Scolate la pasta al dente, fatela insaporire nella padella con il sughetto, mantecate con il pecorino e, a fuoco spento, aggiungete il prezzemolo tritato, i pinoli e due cucchiaini di olio evo..

sabato 21 marzo 2009

DOPPIO GNOCCO DI RICOTTA


Ok, mi sto rendendo conto che sono un po’ monotematica..continuo a postare ricette con la ricotta!!! Potrei quasi indire una raccolta..
Ma agli gnocchi non ho potuto resistere, da quando li ho visti da Sandra e da Izn me ne sono innamorata a prima vista! Sono talmente buoni che li subito rifatti dandogli un’altra forma e pure con un sugo diverso.
Confesso che all’inizio ero perplessa sulla tenuta dell’impasto senza uova e fissavo con terrore la pentola in attesa che l’acqua si trasformasse in un’orrenda brodaglia informe…e invece non solo tengono la cottura perfettamente ma rimangono sodi! Sono delicati ed equilibrati e soprattutto non hanno l’effetto spugna-assorbimento modello mattone sullo stomaco!

Gnocchi di ricotta (impasto per 4 persone):
500 gr di ricotta vaccina fresca
200 gr di farina
4 cucchiai di pangrattato (facoltativi)
Sale,
noce moscata

Su un piano infarinato impastate la farina con la ricotta, il pangrattato, sale e una bella grattata di noce moscata. L’impasto deve essere ben sodo e non appiccicoso, quindi aggiungete un po’ di farina se necessario (dipende dall’umidità della ricotta). Formate una palla e fate riposare per mezzora. Per la prima versione ho fatto dei salsicciotti spessi un dito e poi li ho tagliati a tocchetti regolari. Per la seconda ricetta l’idea era di fare degli spaghettoni ma mentre arrotolavo i salsicciotti si rompevano per cui sono diventati simil trofie! Cuocete gli gnocchi o le trofie in acqua bollente salata, scolateli appena vengono a galla usando una schiumarola.

Versione1: Gnocchi di ricotta alle zucchine e porcini secchi

5-6 piccole zucchine bio
1 scalogno bio
Una manciata abbonante di porcini secchi
Olio extra vergine bio
Sale, pepe

Mettere a bagno i funghi secchi in una ciotola di acqua fresca per circa 30 min. Tagliare le zucchine a dadi e far saltare in padella con 2 cucchiai d’olio per 5-10 minuti, salare. Devono rimanere croccanti, quindi non fatele cuocere troppo!
In una padella che possa contenere anche gli gnocchi, far appassire lo scalogno affettato sottilissimo con un cucchiaio di olio. Unire i funghi scolati, strizzati e tritati molto grossolanamente, far insaporire a fuoco vivace unendo di tanto in tanto qualche mestolino dell’acqua di ammollo (filtrata con una garza). Regolare di sale. Quando gli gnocchi sono cotti buttarli nella padella con i porcini far insaporire, infine unire le zucchine spadellando bene. Una bella grattata di pepe e servite.

Versione 2: Gnocchetti “Simil-trofie” alle acciughe e ricotta dura

6-8 filetti di acciuga sottolio
8 olivette nere dolci
Ricotta dura
Prezzemolo tritato fresco
Olio extra vergine bio

Tritare finemente le acciughe e le olive, mettere il composto in una ciotola e unire l’olio a filo finché non diventa una salsina cremosa. (Se preferite potere frullare tutto nel mixer o nel frullatore). Quando buttate gli gnocchetti, rovesciate la salsina di acciughe in una padella capiente e fare intiepidire a fuoco basso. Scolare gli gnocchetti, rovesciarli nella padella, unire un cucchiaio di acqua di cottura, mescolare tutto per pochi secondi, impiattare, spolverare con prezzemolo tritato e ricotta dura sbriciolata a piacere.