La maiuscola me l’ha conferita una delle socie, anzi la proprietaria della suddetta foto, che, pubblicandola su facebook, l’ha fregiato di questo appellativo!
Ok, oggi me la tiro un po’, di solito sono sempre ipercritica con me stessa, causa crisi di perfezionismo dal quale peraltro sono ben lontana, però quando ho assaggiato lo spezzatino per sondare la cottura ho pensato che era davvero spettacolare e i cenanti sono stati concordi! Le mie amiche forse non sono sempre obiettive ma questa volta essendoci anche soggetti di sesso maschile che hanno molto apprezzato e che notoriamente sono molto più carnivori di noi femminucce, ho sentito di meritarmi l’appellativo al mio spezzatino!
Essì, questa volta si va di carnazza, ogni tanto ci vuole!
Non so voi, ma da piccola rifuggivo la carne come la peste, quasi peggio del minestrone, la carne di manzo poi non la poteva vedere. Mia madre disperata si faceva tagliare le fettine più magre per me ma io nisba, le tagliavo a striscioline sottili sottili e le ingoiavo schifata (forse perché non volendo vedere neanche una sottile striscia rosa la carne era talmente cotta da assomigliare ormai a una suola di scarpe?) Per anni ho mangiato solo pollame, conigli, maiale, cavallo e molto molto raramente! le mucche manco a parlarne, la carne al sangue poi…..quindi di cucinarla non se ne parlava neppure!
Le cose sono un po’ cambiate quando sono andata ad abitare con il coniuge, noto carnivoro, e quindi poco alla volta mi sono cimentata anche in preparazioni carnivore, partendo dalle scaloppine fino ad arrivare agli arrosti, spesso preparati con l’assistenza telefonica della mamma. Allo stesso modo ho imparato anche ad apprezzare la carne, pure quella di mucca, ma di mucche sane e nutrite bene, mi raccomando! Sarà un caso ma la prima volta che mangiato di gusto una bistecca di manzo, cottura media (quindi bella rosa all’interno) ero in Alto Adige in una pensione a conduzione famigliare munita di orto e mucche felici al pascolo…
Ora non è cambiato molto, mangio ancora poca carne e quando lo faccio cerco di comprare carne di qualità, l’ideale sarebbe biologica certo ma non è sempre facile trovarla. Lo so costa parecchio ma sapendo come allevano gli animali e quali schifezze gli danno da mangiare, meglio spendere…e la differenza si sente davvero!
Tutta questa filippica per presentare un piatto supertradizionale, forse uno dei pochi piatti di carne che mangiano tutti volentieri, anche i bambini rompiscatole come me!
Riporto le dosi che ho usato per quella cena, sono per circa 12-14 persone, ero un po’ inquietata dalla quantità di carne e soprattutto dalle patate da sbucciare (ho anche tentato di assoldare qualcuno su Facebook come aiutante) ma alla fine è stato molto più veloce del previsto e mi sono goduta il pomeriggio in casa con il profumo dello spezzatino che aleggiava nell’aria…..
lo Spezzatino
Ingredienti per 12-14 porzioni:
750 gr di cipolle bionde
3 carote medie
Olio extravergine di oliva pugliese
6 foglie di alloro
1 rametto di salvia
12 chiodi di garofano
3 ½ bicchieri di negramaro
Brodo vegetale leggero
Patate a piacere
Sale
Per prima cosa affettate le cipolle e tritatele grossolanamente. Mettete nel pentolone dove cuocerete lo spezzatino con l’olio a freddo, mescolatele bene in modo che si ungano tutte, quindi accendete il fuoco e fatele soffriggere a fuoco medio-basso. Aggiungete subito le carote tagliate a rondelle spesse circa mezzo cm, salate e proseguite la cottura. Mentre le cipolle cuociono (mescolate ogni tanto e controllate che non brucino) fate scaldare una padella antiaderente unta di olio e quando è ben calda fatevi scottare i pezzi di carne poco alla volta e girateli bene su tutti i lati in modo che trattengano al loro interno i propri succhi. Ponete la carne cotta in una grossa ciotola e coprite con un coperchio. Ripetete l’operazione fino ad esaurimento della carne, quindi deglassate la padella di cottura con poca acqua e versate il tutto sulla carne. (questa operazione che ho sempre fatto senza sapere bene perché è spiegata benissimo qui).
A questo punto le cipolle dovrebbero essersi caramellate, quindi alzate la fiamma, unite la carne nel pentolone, aggiungete i chiodi di garofano, l’alloro, il rametto di salvia, fate saltare un pochino e infine sfumate con il vino. Lasciate evaporare la parte alcolica, versate il brodo vegetale, quanto basta per coprire la carne, abbassate il fuoco al minimo e fate cuocere dolcemente (il liquido deve sobbollire appena) per circa 2 ore -2 ore ½ (per sicurezza dopo 2 ore assaggiate, la carne deve essere tenerissima, a me piace quando inizia quasi a sfaldarsi.)
A fine cottura, regolate di sale se necessario e ora è giunto il momento di unire le patate sbucciate e tagliate a pezzetti, per la quantità regolatevi a piacere, questa volta non le ho pesate ma saranno state circa 1kg e ½.
Fate cuocere per circa 15-20 minuti, dipende dalla grandezza e dalla qualità delle patate, quindi vi consiglio di assaggiare dopo 10 minuti per regolarvi.
Come vedete dalla foto il mio spezzatino era abbastanza brodoso, volutamente, ma potete anche farlo più denso, unendo meno brodo all’inizio…insomma si va un po’ a occhio no??