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giovedì 27 agosto 2009

UNA DOMENICA IN CAMPAGNA


Da qualche anno ormai è diventato l’appuntamento fisso al ritorno dalle vacanze: la prima domenica dopo il rientro passiamo la giornata sulle colline sopra Travo nella casa di campagna di amici dei miei zii.
Quest’anno è stata più piacevole del solito, mi sembrava di essere nel dipinto "Le déjeuner sur l'herbe", non che ci fosse qualcosa di diverso dal solito, eravamo sempre i soliti: io e mio marito, le mie due cugine con relativi mariti, la nipotina e i miei zii.
Ho passato una giornata davvero piacevole, la mia nipotina era particolarmente in forma..anche se sta prendendo le brutte abitudini della zia Giò inciampando per ogni dove..sarà genetico?
Tutto questo per introdurre la ricetta di oggi, cioè la crostata che ho portato in campagna.
Per questa ricetta ho usato la pasta frolla superclassica (almeno a casa mia) cioè quella con un tuorlo per ogni etto di farina, l’unico problemino se così si può dire è che la frutta in cottura lascia andare molta acqua e la frolla si bagna un po’, il che non pregiudica la bontà del tutto ma se qualcuno avesse un trucco da rivelarmi……

CROSTATA ALLE PESCHE CON MARMELLATA DI ARANCE AMARE E AMARETTI

Per la frolla:
300 gr di farina 00
100 gr di burro
100 gr di zucchero integrale di canna mascobado
3 tuorli
1-2 cucchiai di porto (o rum)
Un pizzico di sale

Per il ripieno:
marmellata di arance amare (io ho usato la Rigoni di Asiago)
2 pesche gialle e 2 pesche bianche (ho usato due tipi solo perchè erano quelle che avevo in casa ma di solito uso quelle gialle, l’importante è che siano belle dolci)
Circa 10-15 amaretti
Marsala secco

Versate la farina a fontana sul piano di lavoro, nel centro mettete il burro freddo tagliato a cubetti e lo zucchero (se usate il mascobado che è molto granuloso vi consiglio di passarlo nel macina-caffè o nel mixer per polverizzarlo), iniziate a lavorare il burro e lo zucchero con la punta delle dita, poi aggiungete il sale e i tuorli leggermente sbattuti, continuando a sfregare il composto tra le mani senza lavorare troppo.
Poco alla volta incorporate la farina cercando di lavorare il tutto il meno possibile e infine unite un po’ di porto per compattare l’impasto. Formate una palla, avvolgetela nella pellicola e riponete in frigo per almeno 2 ore (io l’ho lasciata tutta la notte).
Imburrate e infarinate una teglia tonda e riponete in frigo. Estraete la pasta frolla dal frigorifero, stendetela con il mattarello e foderate la teglia imburrata, pareggiate i bordi e bucherellate la superficie. Infornate in bianco (in questo caso ho preferito foderare la pasta con la carta forno e mettere i legumi secchi per non far precipitare il bordo all’interno) a 190° per 12 minuti, poi togliete carta e legumi e reinfornate per 3 minuti.
Durante la cottura sbucciate le pesche e tagliatele a fettine, poi sbriciolate grossolanamente gli amaretti con un pestello in un piatto fondo e bagnateli con il marsala (diventerà una specie di pappetta).Togliete la crostata dal forno, spalmate la superficie con uno strato sottile di marmellata (circa 3 cucchiai abbondanti), decorate con le fettine di pesche a raggiera (io ho fatto la fila esterna con quelle gialle e quella interna con quelle bianche) sovrapponendole leggermente. Infine distribuite gli amaretti sulla torta e fate cuocere a 190° ancora per circa 20 minuti.

venerdì 3 luglio 2009

SINDROME DA ALBUMI AVANZATI?

Inizio con il ringraziare tutte per l’interessamento alle mie funzioni polmonari..tranquille ora va meglio, i ritmi sono sempre concitati e gli impegni si moltiplicano, ma tiro fuori il gene della donna bionica che è in me e vado avanti..(in realtà ora mi sento tutto tranne che bionica: ho pensato bene di prendermi una bella tracheite, raffreddore e afonia compresa..giusto in tempo per impedirmi di andare a Mantova al Festival delle passionisigh!)
Ma torniamo ai nostri albumi…
Nonostante gli impegni sono riuscita a seguire i vari blog e nell’ultimo mese ho notato un proliferare di dolci con soli albumi.
Allora mi sono ricordata di questa torta che avevo fatto tempo fa e che non so per quale motivo era rimasta lì in archivio….
La torta è liberamente ispirata a questa..di cui ho peraltro stravolto la natura.. ricordo che l’ho preparata una sera per portarla il giorno dopo in studio, approfittando di albumi e amaretti avanzati da un dolce freddo. Ero talmente perplessa che avevo prelevato un po’ di composto per farci due tortini a parte da assaggiare, ma il risultato aveva talmente entusiasmato il marito che ne ho pure trafugato una fettona dall’ufficio solo per lui!..(in realtà era una scusa per fotografarla a casa con calma…)
TORTA DI ALBUMI E AMARETTI

Ingredienti (tutto bio tranne gli amaretti e il marsala):
125 gr di burro
250 gr di zucchero integrale di canna dulcita
50 gr di zucchero bianco (avevo finito quello di canna..)
4 albumi
500 gr di farina 00
2 limoni (che siano almeno non trattati!)
350 gr di latte intero
2 cucchiai di marsala
½ confezione di amaretti
1 bustina di cremor tartaro

La torta è velocissima, soprattutto se usate le fruste elettriche:
grattugiate la buccia dei due limoni e tritate finemente gli amaretti con il mixer.
Preriscaldate il forno a 170°, forno statico.
Imburrate e infarinate una teglia diametro 24 e conservatela in frigo.
Lavorate a crema il burro e lo zucchero con le fruste, montando bene. Aggiungete gli albumi uno alla volta (nel mio caso un cucchiaio alla volta) amalgamando bene prima di unire l’altro. Unire la farina setacciata, le scorze del limone,il latte, il marsala, sempre mescolando con le fruste.
Infine incorporate il lievito setacciato e gli amaretti, lavorando con una spatola.
Versate il composto nella tortiera, scuotetela un pochino per livellare bene e infornate. Con questa teglia (la torta viene piuttosto alta) per la cottura c’è voluta un’ora e 10 min...vi consiglio di provare sempre con uno stecchino dopo circa 45 minuti.
Si conserva bene per qualche giorno, consiglio però di tenerla chiusa, se avete un vassoio con coperchio oppure va bene anche un sacchetto di carta (tipo quello del pane) per non farla asciugare.