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martedì 3 luglio 2012

COME SE NIENTE FOSSE


criminal cherry cake

un caldo che ci si scioglie 
l'umidità ti si appiccica addosso come una glassa
pedalo veloce sotto la pioggia, ma neanche troppo, è già praticamente evaporata
PERÒ..
però quest’estate mi sto acclimatando, sarà qualche chilo in meno, sarà che nel tentativo di perdere ancora un po’ di rotoli mangio meno del solito 
sarà che dopo essere praticamente collassata modello balena spiaggiata la mia pressione ha deciso che ogni tanto poteva vagamente stabilizzarsi su livelli tali da permettermi di compiere attività in posizione verticale (addirittura con il forno acceso!) 
sarà che per ora sono riuscita a sopravvivere al tragitto casa-lavoro andata+ritorno nelle ore centrali e pure senza vestirmi modalità ciao-vado-in-spiaggia (non so dalle vostre parti ma qui a Piacenza il 90% della popolazione femminile indossa shorts e canotta)
sarà che di vacanze nemmeno l’ombra per un mese almeno e che le uniche spiagge che probabilmente vedrò saranno quelle della Normandia (e sapere che adesso lì ci sono 19° ha il suo perché)
sì ogni tanto vorrei vivere in un frigorifero invece di perdere un pomeriggio a sbrinarlo e ogni tanto medito di trasferire il letto in cantina ma…
i campari orange con le amiche a 40°
le cene in collina con l’arietta fresca sulle spalle
pomodori  ghiaccioli basilico melanzane pesche sorbetti
birre ghiacciate cene in terrazza

....cosa state borbottando? come mi permetto di presentarmi qui come se niente fosse dopo più di un anno? non vorrete il riassunto delle puntate precedenti vero? cmq sappiate che da queste parti nessun evento traumatico, non sono incinta, non ho divorziato, non ho traslocato, non ho cambiato lavoro, ho continuato a guardare telefilm e film, cucinare, bere tè, leggere, sognare....


CRIMINAL CHERRY CAKE or CRIMINAL PEACH CAKE – GLUTEN FREE
sempre fuori tempo….adesso la rifarei con le pesche i lamponi e il grano saraceno  ma la torta criminale nelle sue infinite varianti vince sempre

Criminal cherry cake 

Ingredienti:
250 gr di ricotta vaccina fresca preferibilmente bio
60 gr di zucchero di canna chiaro
140 gr di miele di limone
scorza grattugiata di 2 limoni
80 gr di burro morbido
3 uova
Succo di un limone
130 gr di fecola di patate (in alternativa 80 gr di farina di grano saraceno e 50 gr di fecola di patate)
100 gr di mandorle spellate macinate finemente
ciliegie qb (in alternativa pesche e lamponi)
1 bustina (18gr) di cremor tartaro


prendete una ciotola dai bordi alti in cui metterete lo zucchero, il miele, la scorza di limone, il burro a pezzettini e la ricotta setacciata o lavorata con un cucchiaio. Montate con le fruste a velocità media e continuate finché il composto da bricioloso diventerà una crema. Aggiungete un uovo alla volta sempre amalgamando bene con le fruste, unite il succo di limone. Quando quest’ultimo è ben incorporato aggiungete le farine e il lievito setacciati, lavorando il meno possibile con un cucchiaio. Unite la frutta mescolando appena. Versate il composto in una teglia diametro 26 precedentemente imburrata e infarinata. Infornate a 180° per 40- 45 minuti circa. Alla prova stecchino la torta risulta leggermente umida.


lunedì 11 ottobre 2010

IL PRIMO CAKE AUTUNNALE DEL 2010

cake autunnale

Come state passando il vostro inizio di settimana?Volete una ricetta infallibile per superarlo indenni? Passate una giornata con le vostre persone speciali: io sono ancora carica di energia dal fine settimana, nonostante il clima da lunedì mattina…. Sabato ho passato una bellissima giornata in giro per la mia città con queste due meraviglie, chiacchierando senza sosta tutto il tempo..ok lo confesso non ci siamo potute trattenere dal comprare qualcosina nel negozio di cioccolato: potevamo lasciarci sfuggire i mitici cremini al fleur de sel di Gobino?peccato che sia finita troppo presto, mi consolo sapendo che Valentina non è poi così lontana, Katia abita nella mia città e potremo rivederci presto! (mannaggia a voi 2 prossime compagne di banco…)

Ora, con assoluta nonchalance passo a un cake ripieno di frutti e profumi autunnali, senza scompormi minimamente se arriva subito dopo una ricetta carica di sapori tipicamente estivi. E non provate a redarguirmi, per una volta che sono nella stagione giusta… (vedi torte di arance in aprile, fave in piena estate e appunto pomodori in autunno.)

La ricetta nasce un sabato mattina in orario imprecisato, appena svegliata mentre mi aggiro in cucina in attesa della pozione magica (aka tazza fumante di te) rimembro l’acquisto altoatesino di alcuni sacchettini di cranberries bio (sì, volevo svaligiare il negozio). Il tempo di scovarli sepolti nel cesto della frutta secca e mi sono ritrovata a fare un dolce senza pensarci troppo per una volta! Praticamente un pound cake alleggerito di burro e zucchero (ma nulla vi vieta di usare le proporzioni classiche) e arricchito di tutto quello che in casa mi ricordava l’autunno.

CAKE AL KAMUT CON CRANBERRIES, UVETTA, MANDORLE E RUM

cake autunnale

Ingredienti (tra parentesi le dosi originali per il pound cake):

120 gr di farina di Kamut

80 gr di farina 00

2 cucchiaini di cannella in polvere

1 punta di chiodi di garofano in polvere

Scorza di un limone

150 gr burro morbido (200 gr)

70 gr zucchero mascobado, meglio se polverizzato nel macina caffè (90 gr)

80 gr miele di limone (110 gr)

3 uova (4 uova)

5 cucchiai di rum

70 gr di uvetta

50 gr di cranberries essiccati

70 gr mandorle pelate

Latte qb (un paio di cucchiai circa)

½ bustina di lievito naturale (cremor tartaro addizionato con bicarbonato)

Premessa: non amo la consistenza dell’uvetta ammollata, quindi la utilizzo così com’è, ovviamente se preferite siete liberi di farla gonfiare nel rum.

In una ciotola setacciate le due farine, la cannella, i chiodi di garofano e la scorza del limone grattugiata. Con un cucchiaio di legno o meglio con le fruste elettriche montate a crema il burro morbido a cubetti con il mascobado, quando è ben spumoso, aggiungete il miele e quando è completamente amalgamato unite le uova, una alla volta, aspettando che la prima sia completamente incorporata prima di aggiungere l’altra. Versate il rum a filo, sempre mescolando. A questo punto lasciate le fruste elettriche e lavorate a mano: tritate molto grossolanamente i cranberries se sono molto grossi, sfilettate le mandorle (l’idea era di usarle a lamelle, ma biologiche non le trovo, costano moltissimo e si conservano poco per cui ho fatto a mano), unitele all’uvetta e infarinatele leggermente prima di versarle nel composto, mescolando con un cucchiaio. Versate il mix di farine a pioggia in 3 volte, aggiungete il lievito setacciato nell’ultima parte e se il composto risultasse troppo compatto unite qualche cucchiaio di latte (non troppo eh, non deve fare il nastro, deve essere morbido ma consistente). Versate in uno stampo da plumcake precedentemente imburrato e infarinato, infornate a 170-180° per circa 40 minuti (io ho esagerato con il latte per cui è rimasto in forno per più di un’ora, nel caso capitasse anche voi dopo 40 min coprite con un foglio di alluminio per non farlo scurire troppo). Assaporate il profumo di rum che si sprigiona in cottura, ma aspettate e lasciate raffreddare prima di tagliarlo, golosoni!

cake autunnale

lunedì 20 settembre 2010

LA NON TORTA DI COMPLEANNO e....

torta bassa di mirtilli

Avvertenze per l’uso: questo post è sfasato sia temporalmente sia culinariamente…

Ma un post normale al posto giusto e nel momento giusto no? Ebbene, avrei dovuto pubblicarlo esattamente una settimana fa per festeggiare il mio 39simo (aargh!!) compleanno e invece non solo arrivo oggi causa problemi di rete e annessi ritardi, ma non paga, manco una delle due torte di compleanno che ho cucinato mi sogno di pubblicare! Arriveranno anche loro, ma la prima era un esperimento, ben riuscito ma da perfezionare (nel senso che non era esattamente il sapore e la consistenza che avevo in mente), la seconda è sparita direttamente nelle pance dei mie colleghi prima di poter posare per un servizio fotografico.

Finalmente connessa con internet (sul mio cervello non posso confermare), non sono in grado di garantire fino a quando; pare infatti che stia manifestando seri sintomi da "Agata e la tempesta"…nell’ordine nell’ultimo mese i miei superpoteri si sono manifestati così:

- Acquisto l’agognato hard disk multimediale che dovrebbe leggere qualsiasi file esistente, lo monto lo installo carico qualche file e …niente! Al momento del play, schermo nero. Riprovo più volte lanciando insulti nell’etere ma niente da fare, riporto l’oggetto in negozio per sostituirlo e mi parte un ora tra aspettare che il commesso si liberi, faccia le prove e collaudi il pezzo sostitutivo.

- Passo un intero weekend con il salvavita che salta in media 4-5 volte al giorno per motivi inspiegabili (ndr: l’impianto risale a 5 anni fa, è perfettamente a norma, tarato per funzionare con tutti gli elettrodomestici accesi); il lunedì (perché ovviamente queste cose accadono di sabato e domenica) scopro che il falegname nel montare le mensole in cucina ha beccato con precisione millimetrica il filo elettrico bianco che collega tutta la casa.

- Il pc non si connette più a internet, indagando si scopre che non è la linea non è il modem ma la scheda di rete è defunta e ovviamente devo aspettare una settimana prima che il tecnico possa intervenire…

- In ufficio improvvisamente lo schermo del computer del capo impazzisce senza che nessuno l’abbia toccato. Io sono nell’ufficio confinante e inizio a preoccuparmi..

- La tv in soggiorno dopo quasi undici anni di onorato servizio, inizia a mostrare sintomi di psichedelica acuta, virando dal verde salvia al rosa baby, passando al viola, all'arancio finché sabato diventa prima verde fosforescente e quindi fucsia acceso, tipo che se fissi lo schermo per più di due minuti, cadi in trance e hai le visioni. Ora al suo posto campeggia un 40” led, ma il mio conto banca è notevolmente alleggerito (addio stivali nuovi) e sinceramente io procedevo tranquilla con il tubo catodico ancora per un po’.

Sconsiglio vivamente di passare a Piacenza con marchingegni tecnologici. (Valentina sei avvertita!)

Comunque una torta c’è, cucinata anche questa a ripetizione causa acquisto compulsivo di enormi quantità di mirtilli e sparizioni “inspiegabili” della torta. Ricetta cercata da tempi immemori, sul ricordo di un dolce di mirtilli basso ma non focaccioso e trovata qui. Tradotta a braccio, soprattutto nelle dosi (io questa cosa inglese delle unità di misura diverse la devo ancora capire, forse perché con i cup ci litigo ancora), perplessa dalla consistenza a crudo, aggiustata un pochino nelle dosi e nei profumi (nell’originale c’è la cannella), si è scoperta essere meravigliosa, morbida e profumatissima..penso tuttora a come potrebbe diventare usando la panna! Chi vuole provare?

TORTA MORBIDISSIMA AI MIRTILLI E VANIGLIA

torta bassa di mirtilli

Ingredienti:

240 ml di latte parzialmente scremato

1 bacca di vaniglia

180 gr di burro morbido

120 gr di zucchero grezzo di canna chiaro

60 gr di mascobado

3 uova

200 gr di farina 00

40 gr di amido di mais

1 bustina di cremor tartaro

Scorza di un limone

3 cestini di mirtilli freschi (375 gr)

1 cucchiaio di zucchero grezzo di canna chiaro

Incidete la bacca di vaniglia, estraete i semini e lasciate in infusione il tutto nel latte caldo. Mentre s’intiepidisce montate il burro morbido (non fuso) con gli zuccheri finché diventa gonfio e spumoso (se non avete il braccio bionico consiglio vivamente le fruste elettriche), quindi aggiungete un uovo alla volta, mescolando con le fruste, unendo l’altro solo quando il primo è ben amalgamato. In una terrina mescolate la farina, l’amido di mais, il lievito setacciati e la scorza di limone. Incorporate prima parte del latte (dal quale avrete eliminato la bacca) al composto burro-zucchero-uova, alternandolo al mix di farine e lievito, mescolando delicatamente. Versate il composto in uno stampo basso rettangolare da 34x27cm precedentemente imburrato e infarinato. Cospargete uniformemente la superficie con circa la metà dei mirtilli, che affonderanno in cottura. Infornate a 180° per circa 12 minuti, estraete e distribuite sulla torta i mirtilli restanti mescolati al cucchiaio di zucchero, reinfornate e cuocete per circa 30-35 minuti. Lasciate raffreddare, tagliate a quadrotti e servite. L’impasto è abbastanza liquido quindi tende ad attaccarsi un pochino sul fondo che rimane umidiccio, di solito uso una spatola per servirla per evitare che sformandola intera si rompa, rimanendo molto morbida e bassa.

torta bassa di mirtilli

venerdì 3 settembre 2010

QUATTRO MESI

torta di ricotta

4 mesi? Veramente sono 4 mesi che non scrivo sul mio blog? Vi prego ditemi che ho viaggiato nel tempo e mi sono teletrasportata 4 mesi avanti x sbaglio…..perché no, non ho vinto al superenalotto e mi sono trasferita ai caraibi (credo che mi sarei accorta di essere improvvisamente multimilionaria..) e no, non sono stata rapita dagli alieni per vani e peraltro inspiegabili esperimenti sulla psiche delle foodblogger.. (sì, sto guardando troppi telefilm, lo confesso spudoratamente e ne vado fiera ..sono senza ritegno)
Qualcuno si è chiesto che fine avessi fatto o addirittura si è preoccupata della mia salute (mentale, suppongo) perseverando nella mia assenza dal web e forse qualcuno si è chiesto cosa stessi architettando (!) non che ci sia un motivo vero e proprio da spiegare: dopo un mese di maggio senza respiro mi sono ritrovata con pochi stimoli culinari e la mia atavica pigrizia ci ha messo lo zampino. Avete presente quando avete scritto e riscritto lo stesso post ma solo nella vostra testa e la sola idea di mettervi al computer e dargli una forma reale vi inorridiva? (odio scrivere con il computer, sarà che sono interdetta e pure lentissima ma necessiterei di connessione wi-fi dal mio cervello al computer con programmino autoscrivente post in omaggio…. (troppi telefilm si diceva?)
E infine ammettiamolo, tenere un blog di cucina quando si lavora a tempo pieno è un impegno, non solo per il tempo fisico e mentale di pensare, creare, fotografare e postare la ricetta ma anche tutto il suo contorno: passare weekend immersi nella consultazione di libri, le pause pranzo, le notti alla ricerca di ricette, idee e soprattutto seguire e commentare i nostri blog preferiti e possibilmente scovarne di nuovi e incantevoli per il sano gusto di complicarci la vita! Tutto meraviglioso e stimolante e adoro ancora farlo, amo stupirmi per le foto e le ricette dalle più semplici alle più strabilianti, amo la gioia che provo quando le mie blogger preferite pubblicano un nuovo post e questo credo che non cambierà mai, ma questo si traduce nel passare tutto il mio tempo libero o quasi a dedicarmi esclusivamente alla cucina. Forse l’entusiasmo iniziale è scemato un poco, è un mio difetto tuffarmi a capofitto modello full immersion nelle mie passioni e questa è una conseguenza inevitabile, la passione c’è e rimane ma in questi mesi ho ricominciato a dedicare tempo agli altri miei amori, come libri, film, telefilm (sorry), arredamento, colori, magari prima o poi riprenderò pure ferri e gomitoli!
..La socia ritorna, con calma, apporterà qualche piccolo cambiamento nel vestito, sicuramente posterà in modo incostante, leggerà i blog (e quando mai ha smesso di farlo?), magari commenterà saltuariamente e perderà tutti i contest possibili …..mi pigliate così come capita?
Mentre decidete cosa farne di questa pazza foodblogger inizio la nuova era con calma, con la ricetta che ho in mente di postare da 4 mesi: una torta semplice, facilissima che ho cucinato in modalità repeat, ribattezzata dal marito “la torta criminale” perché a suo dire per poterla cucinare sarebbe necessario il porto d’armi (!).
La ricetta originale la potete trovare qui e qui
TORTA DI RICOTTA CRIMINALE

torta di ricotta


Ingredienti*:
270 gr di ricotta di pecora
200 gr di zucchero di canna chiaro
Scorza grattugiata di un limone
3 uova
Succo di un limone
2 cucchiai di olio extravergine taggiasco (oppure 20 gr di burro fuso)
250 gr di farina 0
1 bustina (18gr) di cremor tartaro
Armatevi di fruste elettriche, prendete una ciotola dai bordi alti (altrimenti vi ritroverete la cucina tatuata) in cui metterete lo zucchero, la scorza di limone e la ricotta setacciata o lavorata con un cucchiaio. Montate con le fruste a velocità media e continuate finché il composto da bricioloso diventerà una crema. Aggiungete un uovo alla volta sempre amalgamando bene con le fruste, unite il succo di limone e infine l’olio. Quando quest’ultimo è ben incorporato eliminate le fruste, brandite un cucchiaio e iniziate ad amalgamare la farina e il lievito setacciati, lavorando il meno possibile come per i muffin. Versate il composto in una teglia diametro 24 precedentemente imburrata e infarinata. Infornate a 180° per 30 min, abbassate a 160° e cuocete per altri 10 minuti. Alla prova stecchino la torta risulta leggermente umida.
E poi ditemi se questa meraviglia non ha un sapore di qualcosa di conosciuto anche se è la prima volta che l’assaggiate!
Note: * le dosi che riporto sono quelle della mia versione preferita, nulla vieta (sperimentato realmente, fidatevi) di usare ricotta di capra, di mucca o addirittura quella addizionata con panna, di usare un uovo in meno se vi siete dimenticate di comprarle, di omettere la parte grassa perché vi siete distratte un attimo, di dimezzare il succo di limone o di arricchirla con quello che vi viene in mente ..pezzetti di cioccolato, mirtilli, pesche…
Vi ho ingolosito abbastanza?

mercoledì 28 aprile 2010

Torta Beniamino

Torta Beniamino-Nonna Papera

Confessate: chi di voi non è rimasta affascinata e incuriosita dalle mitiche torte fumanti immortalate sul davanzale di Nonna Papera nei fumetti di Topolino?
ora grazie alla raccolta di Fragole a merenda "Le ricette di Nonna Papera: 40 anni dopo" ho finalmente potuto realizzare una magica torta di Nonna Papera!

Purtroppo non ho mai avuto la fortuna di possedere il libro in questione, l'ho cercato in qualche negozio e ho chiesto alle amiche ma senza risultato, ma confido che prima o poi lo scoverò in qualche mercatino! per fortuna Sabrine è stata gentilissima e mi ha inviato ben 2 ricette di cui ho scelto questa torta.
Confesso che ho dovuto apportare alcune modifiche, ma non l'ho stravolta affatto...del resto, non so voi, ma io davanti a 4 tuorli per 200 gr di farina qualche perplessità l'ho avuta..e anche il ripieno era poco sostenuto, anzi nonostante la cottura (non prevista nell'originale) è debordata come ben vedete dalla foto (a proposito scusate per la foto, si vede che ero di fretta, ma ho portato la torta in studio senza riuscire a fotografarla prima e non avevo molte possibilità scenografiche...)

Torta Beniamino
"....Fulmini e parafulmini, questa è proprio la torta di Beniamino Franklin!Un dolce che dà la scossa soprattutto a chi s'incaricherò di prepararlo!...." (...e tremila calorie a fetta, aggiungerei io....)

Torta Beniamino-Nonna Papera

Ingredienti (fra parentesi in neretto le dosi originali):
per la pasta:
200 gr di farina 00
100 gr di burro
100 gr di zucchero
2 tuorli grandi (4 tuorli)
un pizzico di sale

per la crema:
3 tuorli
205 gr di zucchero ( 225 gr)
150 gr di mandorle macinate con al buccia (la ricetta non specificava)
75 gr di burro morbido
1 tazzina di caffè ristretto
due cucchiai di rum scuro (kirsch)

Preparate la pasta frolla: disponete a fontana la farina setacciata con il sale, create un incavo al centro in cui versare lo zucchero e il burro a pezzetti. Impastate velocemente burro e zucchero con la punta delle dita, incorporate i tuorli e infine unite la farina poco per volta, lavorando il meno possibile. Formate una palla, avvolgetela in una pellicola e lasciate riposare in frigo per 30 minuti. Stendete la pasta e foderate una tortiera da crostata da circa 24cm di diametro, precedentemente imburrata e infarinata. Foderate con carta forno, versate i legumi o i pesetti e cuocete in bianco a 180° per 10 minuti, rimuovete carta e legumi e cuocete ancora per 5 minuti. Lasciate intiepidire e nel frattempo preparate la crema. In una ciotola montate i tuorli e lo zucchero finchè diventano bianchi e spumosi, unite il burro a pezzetti poco alla volta mescolando sempre con le fruste, aggiungete il caffè e quando è ben assorbito versate le mandorle macinate finissime. Infine profumate con il liquore. Versate la crema nel guscio di pasta frolla, infornate a 150° e lasciate cuocere per circa 20-25 minuti. Appena è fredda trasferitela in frigo per far solidificare la crema ed evitare l'effetto foto. (la ricetta originale prevedeva la cottura in bianco per 45 minuti e l'aggiunta della crema a freddo senza cottura)
veramente molto buona ma un filo troppo carica per me, proverei ad eliminare totalmente il burro, che dite?

mercoledì 24 marzo 2010

Le Infingarde capresi di Lydia, Cibou, Montersino....e anche un pochino mie!

capresi all'olio, con pistacchi e arancia

Avete letto bene: Infingarde, perché sono quei dolci che hai snobbato per una vita, poi finalmente ti decidi a provarli e capisci che forse facevi meglio a evitarli per sempre perché sono talmente buoni che creano dipendenza!

Premetto che ho iniziato ad apprezzare seriamente i dolci al cioccolato solo da qualche anno (capitolo mousse a parte), nel senso che lo adoro e infilato qua e là nelle torte l’ho sempre amato, ma i dolci dal gusto preponderante di cioccolato proprio no, sempre troppo zuccherosi e stucchevoli…ma adesso inizio a credere di aver sempre assaggiato dolci cucinati male e con prodotti di scarsa qualità perché da quando, per puro caso su esplicita richiesta, ho iniziato a produrli con le mie mani, ho visto la luce!! ...Non che io abbia chissà quali doti culinarie, non sono una chef, ma amo cucinare e prestare attenzione alla qualità dei prodotti, alle modalità di preparazione e penso che questo faccia una certa differenza con il cucinare per dovere e non per passione.

La genesi di questa versione “eretica” delle capresi e della mia passione per questo dolce nasce per caso. Un giorno adocchio Lydia con questa ricetta bianca al limone e già mi scatta il trip alla vista degli agrumi…poco dopo arriva anche Cibou con le sue capresi bianche pistacchio e arancia e qui confesso di essere definitivamente capitolata! Ovviamente il primo pensiero è stato: cavoli, ma il pistacchio e l’arancia con il ciocco fondente sarebbero perfetti!

Mumble mumble mumble alla fine mi decido e dopo una pluriconsultazione sulla consistenza delle mandorle e sulle dosi di burro con Lydia, che ringrazio ancora pubblicamente per la disponibilità, sono arrivata alla mia versione in cui ci ha messo lo zampino anche Montersino nella sostituzione del burro con l’olio (da Golosi di salute.)

È stato amore al primo assaggio, vi dico solo che ho rischiato di non infornarle neppure da quanto era buono l’impasto crudo! Unico neo, se così di può dire, il colore verde acceso del pistacchio che si perde in cottura.

Capresi all’olio con pistacchio e arancia


capresi all'olio, con pistacchi e arancia

Ingredienti per 18 minicapresi

200 gr di cioccolato fondente al 60%

100 ml di olio extravergine delicato (il mio era di olive taggiasche)

200 gr di pistacchi sgusciati (non salati)

190 gr di zucchero integrale di canna mascobado

5 uova

Succo di un’arancia media

Scorza grattugiata di 2 arance medie

9 gocce di olio essenziale di arancia (mi raccomando verificate sempre che sia commestibile, quelli per i profumatori ambientali spesso non lo sono!)

Fate fondere a bagnomaria il cioccolato spezzettato con l’olio. Nel frattempo tritate finemente i pistacchi con poco zucchero, preferibilmente con un macina caffè o un mixer serio, devono essere quasi polverizzati. Sempre con il macina caffè tritate anche il mascobado se presenta molti grumi. In una ciotola sbattete le uova con lo zucchero e le scorze, aggiungete poco alla volta i pistacchi tritati, poi il succo d’arancia e infine il cioccolato fuso tiepido. Profumate con l’olio essenziale e mescolate delicatamente finché il composto sarà omogeneo. Dividete il composto negli stampini precedentemente imburrati e infarinati (oppure oliati per intolleranti al lattosio ma io ho avuto qualche difficoltà a sfornarli). Infornare a 190° per 10 minuti, abbassate a 170° e cuocete ancora per 20 minuti circa. Il centro dei dolcetti deve rimanere umido. lasciate intiepidire e se resistete mangiatele il giorno dopo come mi ha giustamente consigliato Lydia! a questo punto dovreste essere già inesorabilmente drogati....e non c' è disintossicazione che tenga!

capresi all'olio, con pistacchi e arancia

sabato 27 febbraio 2010

(quasi) Fondant ubriaco al Lapsang Souchong e mandorle

Lapsang Souchong

..ovvero dell’infotografabile torta al tè per Susina.

L’inconfondibile colore marrone attiva subito la salivazione associando immediatamente il sapore del cioccolato ma qualcuno mi svela come fare a rendere fotogenica questa torta, seppur stratosfericamente buona? Sono consapevole dell’assoluta e imprescindibile mancanza di due fondamentali requisiti, ad esempio una fotocamera seria e naturali doti fotografiche che io palesemente non possiedo, ma normalmente riesco a fare di meglio.

…occhei lo confesso, magari se non avessi lasciato la torta in forno quei 10 minuti di troppo nel sacro terrore che il mio forno facesse i soliti scherzi, memore della debacle pandoro (insomma con il fondant non posso fare la prova stecchino, no?) magari, dicevo, la crosticina superficiale si sarebbe crepata in maniera più fotogenica e non modello ruga valle della morte…e se magari avessi usato uno stampo a cerniera nell’estrarre il fondant con i lembi della carta forno, la torta non avrebbe dato segno di cedimenti strutturali accentuando le citate rughe… (ho 400 tortiere in diametri a scalare alte e basse, stampini dalle fogge più varie, stampi di ogni forma e misura, tortiere bassissime con il fondo amovibile ma no, quello a cerniera no)

Premesso questo, insisto con il dire che il fondant è infotografabile, lo ripeto come un mantra o meglio uno scioglilingua!

Sapevo di voler creare un dolce con il tè macinato direttamente nell’impasto e cincischiavo intorno a questa ricetta, finché Marcella non mi ha regalato una scatola di Lapsang Souchong (Tè rosso cinese affumicato) di ottima qualità, profumato e inebriante. Lì è scattata la molla, ho riesumato il ricordo di una mousse cioccolato con questo tè e ho deciso che sarebbe stata una torta al cioccolato, da lì a diventare un fondant, il passo è stato breve! Un veloce consulto via facebook, un’analisi comparata delle ricette segnalatemi dalle amiche blogger mi hanno fatto optare per un mix tra Sarah e Fiordisale apportando qualche mia personale variante qua e là. Ovviamente durante la preparazione si sono infilate nell’impasto un po’ di mandorle a tradimento e una generosa correzione di cognac ma giuro che hanno fatto tutto di loro spontanea volontà senza il mio permesso….

Il risultato mi ha sinceramente stupito, temevo l’azzardo, il carattere prepotente del tè affumicato (il suo profumo appena sfornato la torta era molto intenso), al contrario il matrimonio è perfetto, subito si assapora il fondente, poi un leggero profumo alcolico, la nota croccante della mandorla e infine il retrogusto fumé del Lapsang Souchong..un fondant di carattere, quasi maschile se non fosse per la mandorla (ma ma... sembro la versione critico gastronomico di Antonio Albanese sommelier…fermatemi!!!!)

Passo subito alla ricetta prima di diventare irrecuperabile, forse l’occhio di sole comparso in questi giorni mi ha dato alla testa!

(quasi) Fondant ubriaco al Lapsang Souchong e mandorle

(quasi) Fondant ubriaco al Lapsang Souchong e mandorle

Ingredienti per una teglia di 24 cm di diametro (magari a cerniera):

200 gr di cioccolato fondente al 60%

100 gr di burro

4 uova

180 gr zucchero grezzo di canna

1 cucchiaio colmo di Lapsang souchong

5 cucchiai di cognac

60 gr di farina 00

2 cucchiai di zucchero panela o mascobado

100 gr di mandorle pelate

Sciogliete a bagnomaria il cioccolato spezzettato con il burro. Nel frattempo tritate molto finemente il tè con 80 gr di zucchero di canna (con il macinacaffè riuscirete quasi a polverizzarlo) e unitelo ai tuorli in una ciotola, mescolando leggermente con una frusta. Macinate a velo il resto dello zucchero di canna. In una ciotola a parte montate a neve gli albumi unendo poco alla volta il restante zucchero di canna a velo come per fare una meringa. Tritate grossolanamente le mandorle pelate nel mixer con la panela (io non compro mai le mandorle già pelate quindi per sbucciarle senza ammattire c’è un trucchetto semplicissimo: portate a bollore un pentolino di acqua, spegnete il fuoco, tuffatevi le mandorle e lasciatele per 5 minuti, scolate sotto l’acqua fredda e si sgusciano in un attimo). A questo punto versate a filo il cioccolato fuso tiepido nella ciotola con i tuorli, mescolando con la frusta a mano, quando il composto è omogeneo unite il cognac, poi la farina e le mandorle. Infine unite gli albumi montati al composto di cioccolato in 3-4 riprese amalgamando molto delicatamente con una spatola per non smontare il composto. Versate il tutto nella famosa tortiera foderata di carta forno, livellate bene e infornate a 190° per 5 minuti poi abbassate a 170° per circa 25 minuti, la torta deve rimanere umida all’interno. Lasciate raffreddare e sformate delicatamente.

ovviamente la ricetta partecipa al contest Tea Recipes di Susina


martedì 9 febbraio 2010

CAVALLO DI BATTAGLIA

la torta di carote

Tranquilli non siete capitati per sbaglio in una puntata di Amici, ma per questa torta di carote non c’era titolo più calzante.

Per anni è stata il mio cavallo di battaglia, nel periodo universitario credo di averla preparata almeno mille volte, a ogni cena, festa, compleanno mi veniva inesorabilmente richiesta Lei, la torta di carote.

Non che avessi miriadi di dolci nel mio repertorio (quando non si ha pieno possesso della cucina, è difficile convincere una mamma che non amava molto sperimentare -ovviamente adesso sperimenta eccome - a provare nuove ricette)..ma lei era sempre la più gettonata! Strano come poi alcune ricette per favolose cadano in quasi totale disuso a favore di nuove... mentre la preparavo mi sono resa conto che erano davvero tanti anni che non la cucinavo.

Nata per caso, nel tentativo di replicare la torta di carote trentina, che per inciso da piccola, nonostante le mie annuali e ripetute frequentazioni estive in montagna, non ne volevo sapere di mangiare neanche sotto tortura perché una torta con una verdura non poteva neanche lontanamente essere commestibile! Per fortuna con l’età della ragione ho cambiato idea. Questa versione non ha le pretese di essere quella originale (provate a cercare su google “torta di carote trentina” e vedrete miriadi di versioni le più disparate) ma si avvicina abbastanza. La ricetta, con gli appropriati aggiustamenti di zucchero, è rielaborata da un vecchio libro di ricette degli anni 80 “la tavola d’oro” e mai più cambiata nel corso degli anni.

Torta di carote

la torta di carote

Ingredienti:

100gr di burro morbido

100 gr di zucchero grezzo di canna

50 gr di zucchero mascobado

2 uova

250 gr di carote

150 gr di mandorle tritate (se come me preferite che si sentano i pezzettini di mandorle, tritatele per metà finemente e l’altra metà più grossolanamente.)

250 gr di farina 00

Latte qb

18 gr di cremortartaro (una bustina)

Zucchero a velo per decorare (nella fattispecie non usando praticamente mai lo zucchero bianco e soprattutto non avendo in casa lo zucchero a velo, ho usato un cucchiaio di zucchero di canna polverizzato nel macinacaffè a velocità massima..il risultato non è proprio identico e rimangono alcuni cristalli ma basta passarlo nel setaccio)

Lavorate a crema il burro con lo zucchero (consiglio la planetaria o le fruste, in mancanza usate un cucchiaio di legno), e, sempre mescolando unite le uova una alla volta. Quando sono ben amalgamate iniziate ad aggiungere le carote tritate molto finemente (fate questa operazione all’ultimo momento perché le carote anneriscono in fretta), le mandorle e infine la farina setacciata con il cremortartaro. Se il composto fosse troppo compatto (di solito lo è) aggiungete poco latte per ammorbidirlo. Versate il tutto in una tortiera da 26 cm imburrata e infarinata. Infornate a 180° per circa 30-40 minuti (prova stecchino). Lasciate raffreddare e cospargete la superficie con lo zucchero a velo.

La torta da il meglio di sé il giorno dopo, circa 18-24 ore dopo averla sfornata quindi vi consiglio di resistere e gustarla come si deve. Unico difettuccio: si sbriciola un pochino ma per me è un pregio.

la torta di carote

lunedì 11 gennaio 2010

Sono uscita dal Letargo!!

cake al caffè con mele e noci caramellate

..L’impressione è proprio quella, non so voi ma io ho vissuto le vacanze (e per vacanze intendo dal pranzo di natale in poi) praticamente acciambellata sul divano immersa in una sorta di limbo, in un delirio di film, e soprattutto telefilm (non so perché ma dopo natale mi scatta la sindrome da telefilm), qualche gitarella al computer ma giusto per capire che giorno fosse, leggendo libri, soprattutto sfogliando la pila di libri di cucina (deliberatamente e spudoratamente pilotati) ricevuti in dono per natale, nutrendomi fondamentalmente di pane burro e salmone affumicato meglio se scozzese (altra sindrome da vacanza natalizia, sarà che nel periodo si trova una certa varietà del prodotto e mi sento in obbligo di degustarli tutti..)…ammetto che nei primi tre/quattro giorni, forse per colpa di qualche piccolo neurone supersite o più correttamente a causa di un po’ di adrenalina rimasta in circolo mi svegliavo pure ad orari vagamente decenti, mi vestivo, uscivo a fare qualche commissione tipo banca, spesa, edicola, estetista, posta(no, lì confesso ho desistito, avevo davanti 37 persone, ho preso il numero e dopo mezzora erano ancora 32..), sistemavo residuati prebellici sparsi per la casa, riordinavo cassetti (riconosco che in un momento di pazzia ho perfino pensato di fare una gita all’Ikea per sistemazione pseudo-definitiva della cucina, che rimando con terrore da due mesi..), stampavo ricette…..

Ma per il resto….neuroni in libera uscita e soprattutto zero voglia di cucinare (mi sono costretta solo per l’ultimo dell’anno, ma tornata con il coniuge dal cinema alle 22, 30 io mi sarei infilata dritta sotto le coperte……)

La piacevole sensazione di totale inattività è durata fino a lunedì scorso quando mi sono ritrovata catapultata dal divano direttamente al delirio del trasloco dello studio, tra scatoloni, scale, caos devastante (ovviamente il tutto corredato da un leggero raffreddore che come è noto migliora moltissimo in mezzo alla polvere). Venerdì pomeriggio ero stravolta tanto da addormentarmi secca con una tazza di tè fumante davanti (chi mi conosce sa che io posso dormire come un ghiro fino all’ora di pranzo senza che mi sveglino neanche le bombe ma di pomeriggio non dormo neanche sotto tortura)

E voi come avete passato le vostre vacanze?

In ogni modo inauguro l’anno nuovo con un cake profumatissimo e soffice, perché ormai sapete che adoro cucinare dolci e mi sembra di buon auspicio…e poi ammettetelo tutte: non siete stufe di dolci natalizi? Io personalmente non ne ho mangiati tanti ma ho la casa invasa dai panettoni, dopo aver divorato quelli di Loison non c’è storia per gli altri e sinceramente ormai aprirei i restanti solo per farci un bel falò ai canditi!

Continuavo a ripetermi che non dovevo cucinare dolci perché ci sono i panettoni da finire ma non ne potevo davvero più e sabato sera ho infornato questo dolce, che il nostro fornitore di energia elettrica ha tentato clamorosamente di boicottare con un blackout di 1 ora e mezza a 10 minuti dalla fine della cottura…….ma io l’ho lasciato in forno per 1 ora resistendo ad aprire lo sportello del forno ed è uscito perfetto ( a parte le mele e le noci colate a picco)

CAKE AL CAFFE’ CON MELE E NOCI CARAMELLATE (sono tutte in fondo ma ci sono!)

cake al caffè con mele e noci caramellate

Ingredienti:

2 mele

60 gr di noci

70 gr di zucchero grezzo di canna

3 uova

200 gr zucchero integrale di canna mascobado

300 gr farina

200 ml panna fresca

50 ml caffè (una tazzina piena)

50 ml di Kalua (liquore a base di rum e caffè)

1 cucchiaio raso di caffè solubile

15 gr di cremortartaro

Premessa: avete letto bene niente burro! Ho sostituito il classico abbinamento latte + burro perché la parte liquida era già presente in forma di caffè e liquore e ho preferito la panna pensando che gli avrebbe conferito maggiore morbidezza..e ho avuto ragione!!!

Tagliate le mele a cubetti e tritate i gherigli di noce. Versate i 70 gr di zucchero grezzo di canna in una casseruola e ponetela su fuoco medio, appena il caramello diventa ambrato, unite le mele e le noci. Mescolate il tutto per qualche minuto in modo che il caramello si sciolga un pochino con il liquido che lascerà andare le mele.

In una ciotola montate le uova e lo zucchero mascobado con le fruste, quando il composto è raddoppiato di volume iniziate a d aggiungere la farina, alternandola con la panna. Unite i due caffè e il liquore e infine il lievito. Unite mele e noci per ultime (per evitare che affondino com’è successo a me, potete infarinarle leggermente) e amalgamate bene. Versate in uno stampo da plumcake o in una tortiera e cuocere a 180° per circa 1 ora (o per meglio dire 50 minuti a 180° e poi fornitevi di un blackout ..), fate sempre la prova stecchino prima di togliere dal forno, l’impasto è abbastanza umido!

Perfetto per la prima colazione

cake al caffè con mele e noci caramellate

con questa ricetta partecipo al concorso a scopo benefico, il cui ricavato andrà a a sostegno di Chefs Sans Frontieres, un premio per la miglior ricetta a base di caffè i cui ricavati saranno devoluti a tale associazione.

ecco il Bando:
NERONERO.it bandisce un premio per la miglior ricetta a base di caffè. Le 50 ricette più meritevoli saranno raccolte in un libro il cui ricavato sarà devoluto in beneficenza, al netto delle spese, all'associazione Chefs Sans Frontières per l'insegnamento del mestiere della ristorazione a ragazzi di strada di tutto il mondo. Per partecipare è necessario inviare una o più ricette all’indirizzo ricetta@neronero.it entro e non oltre il 30 Aprile 2010. La mail deve presentare come oggetto “Premio miglior ricetta”. Le ricette proposte devono essere complete di ingredienti e delle modalità di preparazione; devono inoltre prevedere l’utilizzo del caffè.
Premi per le migliori ricette: • 1° premio: macchina caffè EP 800 / LB 800 (a scelta) + 500 cialde Lavazza • 2° premio: buono sconto del 90% sulla macchina caffè LB 800 + 300 cialde Lavazza Blue • 3° premio: 300 cialde Espresso Point
Per le prime 3 ricette: inserimento nei menu dei ristoranti Chefs Sans Frontieres.
Per le prime 50 ricette: pubblicazione della ricetta su libro, con ricavato donato in beneficenza.