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martedì 7 settembre 2010

TEMPISMO PERFETTO?

pasta fredda zucchine

In senso ironico ovviamente…mentre scrivo c’è un cielo grigio e buio che manco a novembre…ma io sono sempre fuori tempo e vi propongo una pasta, fredda of course!

Oggi mi sono arresa alla scarpa chiusa (io e le mie irrinunciabili infradito, se non rischiassi il congelamento le metterei pure d’inverno), munita di trench e armata di ombrellino tattico, sono uscita a sfidare l’aria gelida e addirittura pare che domani dovremo andare a lavorare pagaiando…

In effetti, ormai è più tempo di zucche che di zucchine…ma io non sono ancora dell’umore per zuppe calde e cibi autunnali, ho una gran voglia di porcini e mirtilli sì, però sguazzo ancora con somma gioia in pomodori, melanzane e basilico e una pasta fredda me la mangio ancora volentieri magari per una bella cenetta per salutare l’estate con gli amici.

La ricetta in questione è lista d’attesa da un anno, temo fortemente che mi denunci per inadempienze contrattuali,quindi non avete scampo (e pensandoci bene volendo si potrebbe trasformare in un sughetto caldo con qualche piccolo barbatrucco)

INSALATA DI ORECCHIETTE ALLE ZUCCHINE E POMODORO AL PROFUMO DI ALICI


pasta fredda zucchine

Ingredienti (quantità rigorosamente a occhio):

orecchiette di semola (o altra pasta corta)

zucchine

pomodori maturi ma sodi

scamorza

pecorino romano

rosmarino

alici sottolio

olio extravergine d’oliva

sale e pepe nero

Lessate la pasta in abbondante acqua salata, scolatela bene al dente e passatela sotto l’acqua fredda per fermare la cottura. Versatela in una zuppiera, condite con un giro d’olio e fate raffreddare. Nel frattempo tagliate la scamorza, il pecorino a romano e i pomodori a cubetti piccoli e tenete da parte. Tagliate a dadini molto piccoli anche le zucchine e fatele saltare a fuoco vivace in una padella unta d’olio, continuando a mescolare finché non sono cotte ma ancora croccanti. Tritate finemente le alici sgocciolate e il rosmarino. Unite i vari ingredienti nella zuppiera della pasta, mescolate delicatamente, regolate di sale e infine condite con un ottimo olio extravergine e pepe nero macinato sul momento. Lasciate riposare in frigorifero coperto da pellicola.

venerdì 30 aprile 2010

Maltagliati al Primitivo, patate salmone e ..ingrediente segreto!

Maltagliati al primitivo, patate salmone e ..ingrediente segreto!

Dopo settimane di latitanza on line sono tornata e questa settimana ho dovuto incastrare praticamente tutte le scadenze di contest e raccolte, ma come sempre non mi smentisco mai e arrivo in extremis anche con questo di Sandra in collaborazione con le Fattorie Fiandino.


Per un puro colpo di fortuna (ero on line su Fb mentre Sandra linkava l'iniziativa) mi sono accaparrata l'ingrediente segreto, ovvero i due panetti di burro salato, burro che sempre ho amato ma che difficilmente si trova, soprattutto di buona qualità come questo che oltretutto è italianissimo: piemontese e con sale integrale delle saline Culcasi di Nubia presso Trapani, completamente diverso da quelli francesi, molto più delicato, morbidissimo...si è capito che mi è piaciuto?
La cosa buffa è che, passato l'entusiasmo iniziale, sono andata in crisi sulla ricetta da proporre, il pensiero è subito andato al caramello salato ma ho pensato che l'avrebbero proposto in molti (e così è stato infatti) ma il motivo vero è che ultimamente il burro lo uso poco, praticamente solo per i dolci oppure a crudo e continuo a pensare che la sua morte sia spalmato su una fetta di pane integrale tostato.
Ho preparato qualche esperimento, almeno uno lo posterò prossimamente, con buoni risultati ma non erano giusti per mettere in risalto il sapore di questo burro, quindi oggi dopo averlo pensato a lungo ho messo in pratica la mia idea e questa volta mi ha convinto per fortuna!!

Maltagliati al Primitivo, patate salmone e ..ingrediente segreto

Maltagliati al primitivo, patate salmone e ..ingrediente segreto!

Ingredienti:
per la pasta:
250 gr di farina 0
75 gr di semola rimacinata di grano duro
1 uovo
2 bicchieri di Primitivo di Manduria
acqua qb
sale

Versate il vino in un pentolino, portatelo a ebollizione lasciate sobbollire pianissimo fino a ridurlo della metà. Setacciate le farine con un pizzico di sale, impastate con tutti gli altri ingredienti aggiungendo eventualmente poca acqua, formate una palla e lasciatela riposare coperta a campana per almeno mezzora. Stendete la pasta in una sfoglia non troppo sottile, è questioni di gusti ma io la preferisco un pochino più consistente. Ho usato il mattarello ma nulla vieta di usare la sfogliatrice! Con una rotellina dentata tagliate la pasta prima in strisce larghe un paio di cm (un po' più grandi delle pappardelle) poi tagliatele a strisce in senso diagonale in modo da formare dei rombi allungati.

per il condimento (le dosi sono per metà della pasta):
1 patata media (circa 100 gr)
60 gr di salmone affumicato di buona qualità, dal profumo intenso ma dolce (il mio era norvegese)
olio extravergine ligure

Sbucciate la patata e tagliatela a cubetti piccoli, fatela rosolare dolcemente in padella con un filo d'olio e un pizzico di sale senza farla colorire. Se tende da attaccarsi versate un mestolino di acqua bollente poco alla volta. Quando sono quasi cotte (le patate devono essere cotte ma sode, non devono spappolarsi) tuffate la pasta in acqua bollente salata, scolate appena al dente, ci vorranno circa 2-3 minuti se la sfoglia è fresca. Scolate i maltagliati, versateli nella padella con le patate, mescolate delicatamente a fuoco dolcissimo, unite il salmone affumicato tagliato a striscioline. Spegnete il fuoco, aggiungete abbondante burro salato e amalgamate bene la pasta fino a completo scioglimento del burro. Avevo pensato anche a una punta di scorza di limone ma dopo averlo assaggiato penso che sarebbe buono ma forse sovrasterebbe troppo.

Maltagliati al primitivo, patate salmone e ..ingrediente segreto!

PS. ho appena sfornato una ricettina con l'ingrediente segreto ma questa sarà fuori contest!

martedì 2 febbraio 2010

Un tranquillo weekend in cucina

gnocchi di pane, ricotta e spinaci

In realtà non avevo previsto questo post ma questo weekend sono stata colta da improvviso raptus culinario e non ho potuto fare a meno di pubblicare almeno una delle ricette che ho cucinato in questi giorni e casualmente è anche il primo piatto mangiato nel mese di febbraio, per la precisione ieri a pranzo con bis serale per spazzolarli definitivamente!

Non so se capita anche a voi ma io passo da momenti di totale inattività ai fornelli ai periodi di ipercinetismo in cucina…anzi ora che ci penso questo mi capita un po’ in tutti i campi..sarà grave?

Comunque quello del weekend è stato un attacco di quelli seri, non mi è ancora passato del tutto e se non fosse che in settimana si lavora avrei già mandato in produzione parte delle ulteriori fantomatiche idee che ha partorito la mia mente perversa…..Insomma partendo da venerdì pomeriggio, in parte del quale nel mio totale delirio sono riuscita pure ad accaparrarmi il set per la sfoglia del kitchen aid (voi cosa ci fareste con i soldi di Natale che siete riuscite a salvare con fatica dai saldi ?) ho prodotto nell’ordine:

-involtini di pesce per pranzo (in realtà + con il tè delle 5, per pranzo li ho fotografati, poi sono fuggita dall’estetista e li ho mangiati al ritorno con una tazza di tè prima di rifuggire in centro per il raid culinario);

- dagli involtini è scaturito un sughetto meraviglioso per la pasta di sabato (purtroppo non fotografabile ma non temete la replicherò presto);

- una torta che non facevo da tempo sfornata alle 11 di sera;

- focaccia esperimento buona ma non lievitata come volevo, da riprovare assolutamente;

- cotechino biologico con purè (ebbene sì ho trovato un allevatore di maiali biologici sul mercatino km 0 a uno sputo dal nuovo ufficio e mi sentivo in dovere di sperimentarne i prodotti dopo averlo sottoposto a interrogatorio di quarto grado);

- gli gnocchi in oggetto fatti domenica sera

- panna cotta preparata in extremis circa mezzora fa, perché nella mia follia ho pensato bene di acquistare una serie di prodotti velocemente deperibili, vedi ricotta di pecora in quantità industriali (colpa del mio spacciatore di latticini bio che ha il banco di fronte a quello dei maiali), i resti di 1 litrozzo di latte (noi non si beve latte, ma mi rifiuto di comprarlo Uht, biologico lo trovo solo da litro, in qualche modo dovevo pure usarlo) e 1 quartino di panna comprato per fare un altro dolce multi calorico, ma sarei stata fisicamente impossibilitata a mangiarlo!

Insomma il tutto non solo senza avere neanche l’ombra di un ospite a cena ma pure la mia cavia di fiducia(leggi legittimo consorte) era fuori con gli amici..insomma è un miracolo se non sono ingrassata di 20 chili negli ultimi 3 giorni! Ma se volete posso continuare e inizio ad elencarvi anche tutte le idee che mi sono appuntata mentalmente per i prossimi esperimenti..ma sarò clemente e vi risparmierò!

E finalmente vi illustro la ricettina partorita per consumare parte della ricotta e del latte, complice un pezzo di pane casereccio che sembrava stesse lì nascosto apposta per !

Sono praticamente dei simil-canederli ma molto più morbidi grazie alla ricotta.

Gnocchi di pane, ricotta e spinaci

gnocchi di pane, ricotta e spinaci

Ingredienti per 4 persone:

150 gr di pane integrale raffermo

1 bicchiere di latte circa

250 gr di spinaci appena scottati

1 scalogno

1 uovo

200 gr di ricotta di pecora

2 cucchiai di farina 0

3 cucchiai rasi di parmigiano grattugiato (o pecorino.)

Noce moscata

Sale

Tagliate il pane a dadini piccoli, compresa la crosta che non si butta nulla, metteteli in una ciotola termoresistente e versatevi sopra il latte bollente poco alla volta in modo che il pane si impregni completamente ma non aggiungetene troppo altrimenti vi troverete una zuppa! Lasciate riposare per almeno mezzora fino a quando il pane non si sarà ammorbidito. Nel frattempo tritate finemente lo scalogno crudo (se non amate molto il suo sapore pungente, potete farlo appassire leggermente con un filo d’olio) con gli spinaci ben strizzati. Lavorate il composto di pane e latte in modo da sbriciolarlo bene (se trovate qualche pezzettino di crosta ancora duro potete tritarlo a parte con la mezzaluna ), unite il trito di spinaci e scalogno e l’uovo amalgamando con un cucchiaio. Alla fine aggiungete la ricotta, il parmigiano, la farina e una grattata abbondante di noce moscata, regolate di sale e mescolate tutto finché gli ingredienti non saranno omogenei. Il composto che otterrete dovrebbe risultare morbido ma lavorabile, nel caso fosse troppo molliccio aggiungete ancora un pochino di farina (dipende dall’umidità della ricotta e da quanto avete bagnato il pane). Coprite con una pellicola e lasciate riposare in frigorifero almeno un paio d’ore, meglio se tutta la notte.

Prelevate il composto con un cucchiaio e con le mani infarinate formate tante palline grandi come noci. Infarinatele un pochino e tuffatele delicatamente (io ho usato un cucchiaio) in acqua bollente salata. Lasciatele bollire per 2-3 minuti dal momento in cui vengono a galla, scolatele bene con una schiumarola e servite con il condimento che preferite. La morte loro sarebbe con burro fuso e salvia ma io ho preferito scaldare a fuoco bassissimo qualche cucchiaio d’olio con 2 spicchi d’aglio e una cucchiaiata di savia tritata. Ho versato l’olio caldo (salvia compresa) sui gnocchi appena scolati e ho cosparso con poco parmigiano.

gnocchi di pane, ricotta e spinaci

con questa ricetta partecipo alla raccolta di Mangia e Bevi "Il pane secco non si butta"

lunedì 25 gennaio 2010

Le Ricette che si fanno da sole!!!

orzotto pioppini e speck

Avete superato indenni il lunedì?

Per me è stata una giornata strana, lavorativamente parlando un po’ tesa, un po’ inconcludente, un po’ infreddolita (andare in giro per cantieri in questa stagione non è proprio il massimo), parzialmente finto-innevata (non so dalle vostre parti ma qui veniva giù una pseudo neve ghiacciata a più non posso..ovviamente hanno sparso chili di sale per tutte le strade, soprattutto in centro storico-zona pedonale dove di solito, quando nevica sul serio e sui cubetti di porfido si scivola che è una meraviglia anche con gli scarponi chiodati, manco per sogno lo si vede il suddetto sale…della serie: i misteriosi e incomprensibili eventi da allarme neve)

La settimana scorsa avevo ancora la carica di adrenalina dalla splendida giornata di domenica dedicata al brunch milanese organizzato da Laura al Sempione42, grazie a un felicissimo gruppo di foodblogger e simpatizzanti creato su Facebook “la compagnia del fornello”. Penso ancora che qualcuno avrebbe dovuto filmare il fantasmagorico gruppetto ciacolante composto insieme a Cristina, Lorenza con Gnoma, LauraaliasPippi e Valentina formatosi in mattinata in stazione centrale e proseguito con chiacchiera continuativa incorporata fino alla meta predestinata. (menzione speciale al coniuge comprensivo che mi ha accompagnato!) Sono tornata a casa con un’energia incredibile che mi ha sostenuta per tutta la settimana, nonostante i miei orariacci notturni causati soprattutto da residuati della famosa sindrome da telefilm (dovevo assolutamente vedere tutta la terza stagione di Heroes, non potevo resistere…a proposito adesso mi sento un pochino orfana, cosa mi consigliate di guardare?)

Quindi passiamo alle cibarie, per un inizio di settimana easy e slow vi propongo questa ricetta dedicata a mia cugina Monica, che ama lo speck, che è una bravissima cuoca, anche se lei ancora non lo sa……e che dice di amare particolarmente quelle che lei definisce “le ricette che si fanno da sole”! (salvo poi cucinare montagne di verdure alla griglia in piena estate sopra una piastra rovente e quelle se le perdi di vista un secondo si carbonizzano….)

Quindi ecco a voi la formula magica per una ricetta auto cucinante, modello minimo sforzo massimo risultato, mentre cuoce tutto, mi dedico ad altro (e qui tutto è concesso: telefilm, libro, settimana enigmistica, stirare, lavare o, se siete proprio malate e non negatelo, lo siete, cucinare una torta ….)

ORZOTTO PIOPPINI E SPECK

orzotto pioppini e speck

Ingredienti per due persone modello qb..cioè andate un po’ a occhio (nonché regola fondamentale per la buona riuscita delle ricette che si fanno da sole)

160 gr di orzo perlato

Pioppini a piacere

Circa due cucchiai colmi di Speck tagliato a striscioline

1 scalogno

1 spicchio d’aglio

Brodo vegetale rigorosamente senza glutammato (meglio ancora se home made, io non lo faccio praticamente mai quindi uso il brodo granulare biologico senza schifezze)

Olio

Sale

Pepe nero

Parmigiano grattugiato (ma non è indispensabile)

Vino bianco qb

In una casseruola fate appassire, a fuoco dolce e con poco olio extravergine, lo spicchio d’aglio schiacciato con lo scalogno affettato sottile. Appena diventa trasparente unite i pioppini tagliati a pezzetti (io ne ho tenuto qualcuno intero perché erano abbastanza piccoli così fanno anche un po’ di scenografia) e metà dello speck, fate saltare per pochi minuti a fuoco vivace, aggiungete l’orzo, fatelo tostare come per un risotto, sfumate con il vino bianco e quando la parte alcolica è evaporata versate tutto il brodo bollente (calcolate circa tre parti di brodo per una parte di orzo). A questo punto lasciate sobbollire a fuoco bassissimo fino a cottura dell’orzo (dai 30 ai 40 minuti secondo la qualità), aggiungendo un pochino di brodo se si asciugasse troppo. Regolate di sale se necessario, condite con olio extravergine, una macinata di pepe e parmigiano reggiano se vi va, ma è buonissimo anche senza.

Ovviamente nei 30-40 minuti di cottura potete imperversare nelle attività che preferite (vedi sopra), giusto dando un’occhiatina alla pentola ogni tanto e magari ricordandovi di mettere il timer con una suoneria funzionante. Se poi volete rendere la ricetta ancor + autocucinante munitevi di coinquilino volenteroso che affetti lo scalogno e tagli lo speck e il gioco è fatto!

venerdì 15 gennaio 2010

POST@ LA PAST@: PASTA E FAGIOLI ALLA PUTTANESCA

Post@ la Past@

Posto di corsa, con la palpebra calante e un piede già nel letto ma ci tenevo troppo a postare la mia ricetta, già pronta da 1 settimana, e non solo perché partecipa al contest dei Tzatziki con la collaborazione di Pasta Garofalo, che, per inciso, mi piace tantissimo!

Questa pasta ha una piccola storiella se vi va leggere i miei soliti deliri!

Non so come mai, ma dato che bisognava reinterpretare una pasta della tradizione avevo deciso che dovevo ispirarmi a qualcosa che avesse delle radici o nella mia tradizione gastronomica o nella mia famiglia…e qui sono andata un attimo in crisi perché:

a)panico totale, la tradizione piacentina in sostanza non prevede pastasciutta, a parte forse i tagliolini a porcini, per il resto noi si va di gnocchi, risotti e paste ripiene;

b) praticamente non cucino mai sughi tradizionali, invento, a parte pesto e cacio pepe;

c) anche nella mia famiglia niente sughi tradizionali, anzi la pasta si faceva spesso con sughi molto basici, solo quando ho avuto l’età della ragione e ho iniziato a spignattare è arrivata un po’ di varietà ma già allora sperimentavo.

..mumble..mumble..alla fine però mi sono ricordata di due sughetti della mia famiglia e ho pensato di incrociarli!

Ed ecco qui gli spaghetti alla puttanesca del mio babbo (che notoriamente era l’uomo dei vasetti, sottoli, conserve e marmellate erano il suo regno, ma ogni tanto si metteva ai fornelli per alcune pietanze che erano di sua totale esclusiva…chissà poi perché) con-fusi con la pasta e fagioli della mia nonna (in versione del tutto atipica, spaghetti interi non spezzati e un sugo rosso di borlotti bello denso, il piatto che cucinava sempre a noi nipoti e che mi piaceva da morire, ne sento ancora il sapore!)

Ovviamente ci ho messo un po’ del mio, cannellini invece dei borlotti, sugo bianco, però ho mantenuto lo spaghetto, anzi lo spaghetto alla chitarra, credo uno dei formati che preferisco in assoluto!

ed ecco cosa ne é uscito:

PASTA E FAGIOLI ALLA PUTTANESCA

Post@ la Past@

Ingredienti per 2 persone:

120 gr di spaghetti alla chitarra

70 gr di cannellini

4-5 filetti di alici sottolio

Olive taggiasche

2 spicchi d’aglio

1 rametto di salvia

1 foglia di alloro

Olio extravergine d’oliva

sale

1 pizzico di peperoncino in polvere

Mettete a bagno i cannellini in acqua fredda per 10-12 ore. In un tegame di coccio versate poco olio con la salvia e uno spicchio d’aglio schiacciato e sbucciato, fate soffriggere finché l’aglio sarà dorati. A questo punto togliete lo spicchio d’aglio, unite i fagioli ben scolati e fateli rosolare per pochi minuti, coprite con acqua, unite l’alloro e portate a ebollizione. Lasciate sobbollire per circa 35-40 minuti, finché sono cotti, quindi salate, eliminate gli aromi, prelevate circa un terzo dei fagioli e teneteli da parte. Frullate il resto con il minipimer, aggiungendo un cucchiaio d’olio ed eventualmente poca acqua per regolare la consistenza, cremosa ma fluida. Mentre fate cuocere gli spaghetti, fate scaldare l’olio con lo spicchio d’aglio schiacciato e sbucciato e quando è caldo unite le alici tritate, abbassate la fiamma la minimo e lasciate sciogliere bene le alici, quindi eliminate l’aglio, aggiungete le olive tagliate a pezzetti e un pizzico di peperoncino. Scolate la pasta, versatela nel coccio con la crema di cannellini scaldata a fuoco bassissimo e mantecate bene. Impiattate gli spaghetti, irrorateli con il composto olio-alici-olive e cospargeteli con i cannellini interi, mangiate!


Post@ la Past@

sabato 12 dicembre 2009

Tagliatelle Curry, Pancetta e Vino rosso

tagliatelle curry pancetta e vino rosso

Niente da fare, continuo imperterrita per la mia strada di ricette rigorosamente non a tema natalizio (anche se questa l’ho rifatta proprio ieri sera per una cena di Natale con le amiche, completa di tovaglia rossa e ….. di biscottini di natale…ebbene sì lo confesso! pazientate prossimamente arrivano pure loro!)
….capitemi sono reduce da un weekend/ponte denso di eventi e impegni come vi avevo accennato e oggi infatti mi sento uno straccio. Per dirne una ho girato come una trottola per cercare lo stampo da pandoro, che era esaurito o inesistente, trovato uno in extremis per scoprire, dopo qualche ora dall’acquisto, che mia zia ne aveva uno..(per fortuna ho constatato poi che è uno stampo basso in acciaio con le saldature, non esattamente quello giusto).

E vogliamo parlare degli stampi da panettone? E della farina di forza giusta (no ragazze, io con gli acquisti on-line sono ancora all’età della pietra ma mi sto lentamente convertendo…) possibilmente bio e non manitoba? Qui mi sono venuti in aiuto i miei clienti pasticceri, il cui sopralluogo in cantiere mi ha fruttato la farina e gli agognati stampi di carta (credo che ne avrò per i prossimi 5-10 anni a meno di non sfornare panettoni a dosi industriali!)

E in mezzo a tutto questo sono perfino riuscita a preparare il catering di cui vi accennavo, con una certa soddisfazione non solo da parte mia ma anche del cliente! Era una piccola cosa, una cena per 4 persone cucinata a casa mia e consegnata a domicilio, però era la prima volta e mi è piaciuto molto! Per chi è curioso del menù concordato eccolo qui (ovviamente mi sono ben guardata dal fotografare qualcosa, ma qualche ricetta la conoscete già e quelle che mancano prometto che le posterò presto.)

ANTIPASTI:

Focaccia di farro pecorino, uvetta e noci

Tortine salate con: cipolla, olive e crescenza; crema di ricotta salvia e mortadella; porri, pinoli e brie

Polpettine di miglio al timo

PRIMO

Maccheroni al forno alle verdure con besciamella leggera al rosmarino

DOLCE

Bavarese al vin santo e torrone (questa è la variante di una delle prime ricette che ho pubblicato quindi se volete dare una sbirciatina a questo dolcetto strepitoso che magari vi siete perso..... per l’occasione ho aggiunto 100 gr di torrone tritato prima di unire la panna montata) e per fortuna che questo è il dolce preferito del coniuge così ne ho fatto direttamente una dose doppia per il suo compleanno..poi però mi sono avanzati ben 8 albumi………

Comunque l’albero è quasi fatto, i pandori sono in prima lievitazione, con i regali sono ormai a buon punto, le bucce per i canditi sono in preparazione….lo confesso io amo il NATALE!

Dopo tutta questa trafila vi lascio la ricetta, ispirata dalla pasta mangiata in un pub della mia città, che, al contrario, è veramente velocissima!

TAGLIATELLE CURRY PANCETTA E VINO ROSSO

tagliatelle curry pancetta e vino rosso

Ingredienti per 2 persone:

160 gr di tagliatelle di semola di grano duro

1 bicchiere di vino rosso fermo (negramaro nel mio caso.)

1 cucchiaino di curry (io uso il curry saporito ctm, se il vostro è molto forte riducete un filo la dose, non deve essere preponderante)

90 gr di pancetta cotta affumicata tagliata a fette un po’ spesse

Olio extravergine d’oliva

Tagliate la pancetta a strisce, fatela saltare a fuoco vivo in una padella antiaderente finché non diventa croccante e tenete in caldo. Buttate la pasta in abbondante acqua bollente salata e mentre cuoce fate sciogliere il curry in una ciotolina con qualche cucchiaio di acqua di cottura della pasta. In una padella che possa contenere la pasta fate scaldare il vino, scolate le tagliatelle molto al dente (su 8 minuti di cottura ne ho fatti 5), versatele nella padella con il vino caldo, unite il curry e portatele a cottura nel vino mescolando bene fino a completo assorbimento del vino. A questo punto unite la pancetta calda, condite con un giro di olio extravergine e servite.

Infine vorrei ringraziare ancora una volta Paoletta, Adriano e Carlo Sichel che hanno voluto premiarmi per il giochino dell’autunno, ma soprattutto per l’originalità del contest proposto che ci ha permesso di creare, con pochi ingredienti obbligatori per tutti, una varietà di bellissime e originali ricette diversissime fra loro!

sabato 21 marzo 2009

DOPPIO GNOCCO DI RICOTTA


Ok, mi sto rendendo conto che sono un po’ monotematica..continuo a postare ricette con la ricotta!!! Potrei quasi indire una raccolta..
Ma agli gnocchi non ho potuto resistere, da quando li ho visti da Sandra e da Izn me ne sono innamorata a prima vista! Sono talmente buoni che li subito rifatti dandogli un’altra forma e pure con un sugo diverso.
Confesso che all’inizio ero perplessa sulla tenuta dell’impasto senza uova e fissavo con terrore la pentola in attesa che l’acqua si trasformasse in un’orrenda brodaglia informe…e invece non solo tengono la cottura perfettamente ma rimangono sodi! Sono delicati ed equilibrati e soprattutto non hanno l’effetto spugna-assorbimento modello mattone sullo stomaco!

Gnocchi di ricotta (impasto per 4 persone):
500 gr di ricotta vaccina fresca
200 gr di farina
4 cucchiai di pangrattato (facoltativi)
Sale,
noce moscata

Su un piano infarinato impastate la farina con la ricotta, il pangrattato, sale e una bella grattata di noce moscata. L’impasto deve essere ben sodo e non appiccicoso, quindi aggiungete un po’ di farina se necessario (dipende dall’umidità della ricotta). Formate una palla e fate riposare per mezzora. Per la prima versione ho fatto dei salsicciotti spessi un dito e poi li ho tagliati a tocchetti regolari. Per la seconda ricetta l’idea era di fare degli spaghettoni ma mentre arrotolavo i salsicciotti si rompevano per cui sono diventati simil trofie! Cuocete gli gnocchi o le trofie in acqua bollente salata, scolateli appena vengono a galla usando una schiumarola.

Versione1: Gnocchi di ricotta alle zucchine e porcini secchi

5-6 piccole zucchine bio
1 scalogno bio
Una manciata abbonante di porcini secchi
Olio extra vergine bio
Sale, pepe

Mettere a bagno i funghi secchi in una ciotola di acqua fresca per circa 30 min. Tagliare le zucchine a dadi e far saltare in padella con 2 cucchiai d’olio per 5-10 minuti, salare. Devono rimanere croccanti, quindi non fatele cuocere troppo!
In una padella che possa contenere anche gli gnocchi, far appassire lo scalogno affettato sottilissimo con un cucchiaio di olio. Unire i funghi scolati, strizzati e tritati molto grossolanamente, far insaporire a fuoco vivace unendo di tanto in tanto qualche mestolino dell’acqua di ammollo (filtrata con una garza). Regolare di sale. Quando gli gnocchi sono cotti buttarli nella padella con i porcini far insaporire, infine unire le zucchine spadellando bene. Una bella grattata di pepe e servite.

Versione 2: Gnocchetti “Simil-trofie” alle acciughe e ricotta dura

6-8 filetti di acciuga sottolio
8 olivette nere dolci
Ricotta dura
Prezzemolo tritato fresco
Olio extra vergine bio

Tritare finemente le acciughe e le olive, mettere il composto in una ciotola e unire l’olio a filo finché non diventa una salsina cremosa. (Se preferite potere frullare tutto nel mixer o nel frullatore). Quando buttate gli gnocchetti, rovesciate la salsina di acciughe in una padella capiente e fare intiepidire a fuoco basso. Scolare gli gnocchetti, rovesciarli nella padella, unire un cucchiaio di acqua di cottura, mescolare tutto per pochi secondi, impiattare, spolverare con prezzemolo tritato e ricotta dura sbriciolata a piacere.