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martedì 21 dicembre 2010

FRANGIPANE SPEZIATO ALL'OLIO

crostatine frutti di bosco con frangipane saraceno speziato all'olio extravergine

Sabato il mio blog ha compiuto due anni di vita. Non mi ero dimenticata, ne ero ben cosciente, ma ero presa da impastamenti impegnativi e con la testa persa altrove. Confesso che ho persino pensato di lasciarlo passare in sordina, saltare tutti i festeggiamenti e passare direttamente alla befana con questa ricetta (sono tre settimane che tento di finire il post)......è stato un secondo anno strano questo per la cucina della socia e non ero sicura di volerlo festeggiare ma qualcuno di mia conoscenza mi ha detto una cosa che mi fatto pensare, in un momento di crisi mistico-lavorativa:

beh tu hai aperto un blog!

Sul momento l’ho presa come una scusa per confortarmi, tanto non serve a nessuno ..però poi ripensandoci mi sono detta che, sì non servirà a niente e nessuno, ma l’ho creato io, da sola, dal nulla e continuo a ricrearlo ogni giorno anche se non posto e questo non è proprio niente. Un piccolo augurio di Blogcompleanno se lo merita pure la mia creatura. (postilla: credo che se continuo così quando compirò quarantanni nel 2011 avrò già ampiamente sfangato la classica crisi degli ‘anta della serie: non ho combinato niente nella mia vita)

Per fortuna avevo pronte queste tortine giuste giuste x festeggiare, immaginatele con le candeline sopra., quindi vi lascio con il post che era già praticamente pronto perchè anche se non sembra la socia continua a imperversare in cucina!

La mia cronica tendenza alla letargia invernale sta lasciando i suoi effetti nefasti anche sul blog, probabilmente in una vita precedente ero un orso o altro simpatico animale che al reintegro dell’ora solare si rifugiava nella sua tana fino a primavera. Che poi a ripensarci non è che me ne stia con le mani in mano, anzi la settimana è il solito delirio ma nel weekend crollo in stato catatonico, se questo è l’andazzo dopo il delirio prenatalizio non oso pensare in cosa mi trasformerò durante le vacanze (ammesso e concesso che me le lascino fare).....

Ovviamente la ricetta è fuori tempo massimo, giusto per non smentirmi sennò poi vi preoccupate, perché sì, quei fruttini colorati che vedete nella foto sono proprio lamponi e more e che non vi venga in mente di dirmi che li trovate al supermercato perché vi bacchetto subito!! Quindi le soluzioni sono due, o tenete la ricetta in serbo per il 2011 oppure, molto più saggiamente, usate le pere o le mele di stagione e andate via tranquilli, anche perché il profumo delle spezie è proprio in tema per oggi che è il primo giorno d’inverno!

Il mio primo impatto con il frangipane non è stato molto felice, la ricetta che ho usato non era equilibrata e sicuramente troppo burrosa per i miei gusti, ma l’idea di riprovarci, magari con l’olio, mi è sempre rimasta in testa. Finché un giorno non ho visto queste crostatine e ho subito deciso che con le giuste proporzioni e una sbirciatina al libro di Montersino avrei ottenuto il risultato che volevo. Nel frattempo studiando i meravigliosi libri francesi di pasticceria acquistati con la consulenza di Edda ho pure scoperto che la crema frangipane come la intendiamo noi è in realtà la base mandorlata da miscelare alla crema pasticcera per ottenere il vero frangipane!

Ovviamente non potevo accontentarmi di fare la versione all’olio, mi sono sentita in dovere di personalizzarla, di dargli quel tocco rustico che amo particolarmente nei dolci. E le spezie? …avevo già deciso tutto, farine, frutti, olio, poi la sera prima di cucinare mi è venuta l’illuminazione mentre mi spalmavo una crema per le articolazioni che profuma intensamente di cannella e zenzero……se ci penso mi sbatto per terra dal ridere ancora adesso!!

CROSTATINE CON FRANGIPANE SPEZIATO SARACENO AI FRUTTI DI BOSCO

crostatine frutti di bosco con frangipane saraceno speziato all'olio extravergine

Ingredienti per circa 4 crostatine da 10 cm di diametro:

pasta frolla

200 gr di farina 00

100 gr di burro

65 gr di zucchero di canna grezzo chiaro

1 uovo

1 pizzico di sale

rum qb

crema frangipane

30 gr di farina di grano saraceno fine

60 gr di mandorle con la pelle macinate finemente

60 gr di zucchero di canna mascobado macinato

20 gr di olio extravergine delicato

20 gr di olio di mandorle*

1 uovo

1 cucchiaino di cannella in polvere

½ cucchiaino di zenzero in polvere

¼ cucchiaino di chiodi di garofano macinati

1 punta di lievito naturale (cremor tartaro già addizionato di bicarbonato)

lamponi e more per guarnire

Impastate la frolla con il procedimento che preferite, io impasto sbriciolando velocemente farina sale e burro, poi aggiungo lo zucchero, infine il tuorlo ed eventualmente un goccio di rum per amalgamare. Formate una palla, coprite con pellicola e ponete in frigo per almeno mezzora.

Per il frangipane all’olio: in una terrina montate l’uovo con lo zucchero finche non sarà gonfio e spumoso, unite la mandorle, la farina setacciata con il lievito e le spezie mescolando delicatamente. Infine aggiungete gli oli a filo mescolando fino a completo assorbimento, risulterà un composto consistente ma spumoso.

Stendete la frolla abbastanza spessa e rivestite 4 stampini tondi precedentemente imburrati e infarinati. Disponete i frutti bosco nelle crostatine, mettendo una mora al centro e i lamponi a raggiera, circa 8 per ognuna. Per ultima distribuite la crema frangipane nei gusci, versandola poco per volta con un cucchiaio fino a coprire i frutti di bosco, ma senza esagerare perchè si gonfierà in cottura. Infornare a 180° per circa 25-35 minuti.

*io l’ho messo perché l’avevo in casa ma visto il costo potete tranquillamente sostituirlo con quello d’oliva.

lunedì 11 ottobre 2010

IL PRIMO CAKE AUTUNNALE DEL 2010

cake autunnale

Come state passando il vostro inizio di settimana?Volete una ricetta infallibile per superarlo indenni? Passate una giornata con le vostre persone speciali: io sono ancora carica di energia dal fine settimana, nonostante il clima da lunedì mattina…. Sabato ho passato una bellissima giornata in giro per la mia città con queste due meraviglie, chiacchierando senza sosta tutto il tempo..ok lo confesso non ci siamo potute trattenere dal comprare qualcosina nel negozio di cioccolato: potevamo lasciarci sfuggire i mitici cremini al fleur de sel di Gobino?peccato che sia finita troppo presto, mi consolo sapendo che Valentina non è poi così lontana, Katia abita nella mia città e potremo rivederci presto! (mannaggia a voi 2 prossime compagne di banco…)

Ora, con assoluta nonchalance passo a un cake ripieno di frutti e profumi autunnali, senza scompormi minimamente se arriva subito dopo una ricetta carica di sapori tipicamente estivi. E non provate a redarguirmi, per una volta che sono nella stagione giusta… (vedi torte di arance in aprile, fave in piena estate e appunto pomodori in autunno.)

La ricetta nasce un sabato mattina in orario imprecisato, appena svegliata mentre mi aggiro in cucina in attesa della pozione magica (aka tazza fumante di te) rimembro l’acquisto altoatesino di alcuni sacchettini di cranberries bio (sì, volevo svaligiare il negozio). Il tempo di scovarli sepolti nel cesto della frutta secca e mi sono ritrovata a fare un dolce senza pensarci troppo per una volta! Praticamente un pound cake alleggerito di burro e zucchero (ma nulla vi vieta di usare le proporzioni classiche) e arricchito di tutto quello che in casa mi ricordava l’autunno.

CAKE AL KAMUT CON CRANBERRIES, UVETTA, MANDORLE E RUM

cake autunnale

Ingredienti (tra parentesi le dosi originali per il pound cake):

120 gr di farina di Kamut

80 gr di farina 00

2 cucchiaini di cannella in polvere

1 punta di chiodi di garofano in polvere

Scorza di un limone

150 gr burro morbido (200 gr)

70 gr zucchero mascobado, meglio se polverizzato nel macina caffè (90 gr)

80 gr miele di limone (110 gr)

3 uova (4 uova)

5 cucchiai di rum

70 gr di uvetta

50 gr di cranberries essiccati

70 gr mandorle pelate

Latte qb (un paio di cucchiai circa)

½ bustina di lievito naturale (cremor tartaro addizionato con bicarbonato)

Premessa: non amo la consistenza dell’uvetta ammollata, quindi la utilizzo così com’è, ovviamente se preferite siete liberi di farla gonfiare nel rum.

In una ciotola setacciate le due farine, la cannella, i chiodi di garofano e la scorza del limone grattugiata. Con un cucchiaio di legno o meglio con le fruste elettriche montate a crema il burro morbido a cubetti con il mascobado, quando è ben spumoso, aggiungete il miele e quando è completamente amalgamato unite le uova, una alla volta, aspettando che la prima sia completamente incorporata prima di aggiungere l’altra. Versate il rum a filo, sempre mescolando. A questo punto lasciate le fruste elettriche e lavorate a mano: tritate molto grossolanamente i cranberries se sono molto grossi, sfilettate le mandorle (l’idea era di usarle a lamelle, ma biologiche non le trovo, costano moltissimo e si conservano poco per cui ho fatto a mano), unitele all’uvetta e infarinatele leggermente prima di versarle nel composto, mescolando con un cucchiaio. Versate il mix di farine a pioggia in 3 volte, aggiungete il lievito setacciato nell’ultima parte e se il composto risultasse troppo compatto unite qualche cucchiaio di latte (non troppo eh, non deve fare il nastro, deve essere morbido ma consistente). Versate in uno stampo da plumcake precedentemente imburrato e infarinato, infornate a 170-180° per circa 40 minuti (io ho esagerato con il latte per cui è rimasto in forno per più di un’ora, nel caso capitasse anche voi dopo 40 min coprite con un foglio di alluminio per non farlo scurire troppo). Assaporate il profumo di rum che si sprigiona in cottura, ma aspettate e lasciate raffreddare prima di tagliarlo, golosoni!

cake autunnale

mercoledì 28 aprile 2010

Torta Beniamino

Torta Beniamino-Nonna Papera

Confessate: chi di voi non è rimasta affascinata e incuriosita dalle mitiche torte fumanti immortalate sul davanzale di Nonna Papera nei fumetti di Topolino?
ora grazie alla raccolta di Fragole a merenda "Le ricette di Nonna Papera: 40 anni dopo" ho finalmente potuto realizzare una magica torta di Nonna Papera!

Purtroppo non ho mai avuto la fortuna di possedere il libro in questione, l'ho cercato in qualche negozio e ho chiesto alle amiche ma senza risultato, ma confido che prima o poi lo scoverò in qualche mercatino! per fortuna Sabrine è stata gentilissima e mi ha inviato ben 2 ricette di cui ho scelto questa torta.
Confesso che ho dovuto apportare alcune modifiche, ma non l'ho stravolta affatto...del resto, non so voi, ma io davanti a 4 tuorli per 200 gr di farina qualche perplessità l'ho avuta..e anche il ripieno era poco sostenuto, anzi nonostante la cottura (non prevista nell'originale) è debordata come ben vedete dalla foto (a proposito scusate per la foto, si vede che ero di fretta, ma ho portato la torta in studio senza riuscire a fotografarla prima e non avevo molte possibilità scenografiche...)

Torta Beniamino
"....Fulmini e parafulmini, questa è proprio la torta di Beniamino Franklin!Un dolce che dà la scossa soprattutto a chi s'incaricherò di prepararlo!...." (...e tremila calorie a fetta, aggiungerei io....)

Torta Beniamino-Nonna Papera

Ingredienti (fra parentesi in neretto le dosi originali):
per la pasta:
200 gr di farina 00
100 gr di burro
100 gr di zucchero
2 tuorli grandi (4 tuorli)
un pizzico di sale

per la crema:
3 tuorli
205 gr di zucchero ( 225 gr)
150 gr di mandorle macinate con al buccia (la ricetta non specificava)
75 gr di burro morbido
1 tazzina di caffè ristretto
due cucchiai di rum scuro (kirsch)

Preparate la pasta frolla: disponete a fontana la farina setacciata con il sale, create un incavo al centro in cui versare lo zucchero e il burro a pezzetti. Impastate velocemente burro e zucchero con la punta delle dita, incorporate i tuorli e infine unite la farina poco per volta, lavorando il meno possibile. Formate una palla, avvolgetela in una pellicola e lasciate riposare in frigo per 30 minuti. Stendete la pasta e foderate una tortiera da crostata da circa 24cm di diametro, precedentemente imburrata e infarinata. Foderate con carta forno, versate i legumi o i pesetti e cuocete in bianco a 180° per 10 minuti, rimuovete carta e legumi e cuocete ancora per 5 minuti. Lasciate intiepidire e nel frattempo preparate la crema. In una ciotola montate i tuorli e lo zucchero finchè diventano bianchi e spumosi, unite il burro a pezzetti poco alla volta mescolando sempre con le fruste, aggiungete il caffè e quando è ben assorbito versate le mandorle macinate finissime. Infine profumate con il liquore. Versate la crema nel guscio di pasta frolla, infornate a 150° e lasciate cuocere per circa 20-25 minuti. Appena è fredda trasferitela in frigo per far solidificare la crema ed evitare l'effetto foto. (la ricetta originale prevedeva la cottura in bianco per 45 minuti e l'aggiunta della crema a freddo senza cottura)
veramente molto buona ma un filo troppo carica per me, proverei ad eliminare totalmente il burro, che dite?

sabato 27 febbraio 2010

(quasi) Fondant ubriaco al Lapsang Souchong e mandorle

Lapsang Souchong

..ovvero dell’infotografabile torta al tè per Susina.

L’inconfondibile colore marrone attiva subito la salivazione associando immediatamente il sapore del cioccolato ma qualcuno mi svela come fare a rendere fotogenica questa torta, seppur stratosfericamente buona? Sono consapevole dell’assoluta e imprescindibile mancanza di due fondamentali requisiti, ad esempio una fotocamera seria e naturali doti fotografiche che io palesemente non possiedo, ma normalmente riesco a fare di meglio.

…occhei lo confesso, magari se non avessi lasciato la torta in forno quei 10 minuti di troppo nel sacro terrore che il mio forno facesse i soliti scherzi, memore della debacle pandoro (insomma con il fondant non posso fare la prova stecchino, no?) magari, dicevo, la crosticina superficiale si sarebbe crepata in maniera più fotogenica e non modello ruga valle della morte…e se magari avessi usato uno stampo a cerniera nell’estrarre il fondant con i lembi della carta forno, la torta non avrebbe dato segno di cedimenti strutturali accentuando le citate rughe… (ho 400 tortiere in diametri a scalare alte e basse, stampini dalle fogge più varie, stampi di ogni forma e misura, tortiere bassissime con il fondo amovibile ma no, quello a cerniera no)

Premesso questo, insisto con il dire che il fondant è infotografabile, lo ripeto come un mantra o meglio uno scioglilingua!

Sapevo di voler creare un dolce con il tè macinato direttamente nell’impasto e cincischiavo intorno a questa ricetta, finché Marcella non mi ha regalato una scatola di Lapsang Souchong (Tè rosso cinese affumicato) di ottima qualità, profumato e inebriante. Lì è scattata la molla, ho riesumato il ricordo di una mousse cioccolato con questo tè e ho deciso che sarebbe stata una torta al cioccolato, da lì a diventare un fondant, il passo è stato breve! Un veloce consulto via facebook, un’analisi comparata delle ricette segnalatemi dalle amiche blogger mi hanno fatto optare per un mix tra Sarah e Fiordisale apportando qualche mia personale variante qua e là. Ovviamente durante la preparazione si sono infilate nell’impasto un po’ di mandorle a tradimento e una generosa correzione di cognac ma giuro che hanno fatto tutto di loro spontanea volontà senza il mio permesso….

Il risultato mi ha sinceramente stupito, temevo l’azzardo, il carattere prepotente del tè affumicato (il suo profumo appena sfornato la torta era molto intenso), al contrario il matrimonio è perfetto, subito si assapora il fondente, poi un leggero profumo alcolico, la nota croccante della mandorla e infine il retrogusto fumé del Lapsang Souchong..un fondant di carattere, quasi maschile se non fosse per la mandorla (ma ma... sembro la versione critico gastronomico di Antonio Albanese sommelier…fermatemi!!!!)

Passo subito alla ricetta prima di diventare irrecuperabile, forse l’occhio di sole comparso in questi giorni mi ha dato alla testa!

(quasi) Fondant ubriaco al Lapsang Souchong e mandorle

(quasi) Fondant ubriaco al Lapsang Souchong e mandorle

Ingredienti per una teglia di 24 cm di diametro (magari a cerniera):

200 gr di cioccolato fondente al 60%

100 gr di burro

4 uova

180 gr zucchero grezzo di canna

1 cucchiaio colmo di Lapsang souchong

5 cucchiai di cognac

60 gr di farina 00

2 cucchiai di zucchero panela o mascobado

100 gr di mandorle pelate

Sciogliete a bagnomaria il cioccolato spezzettato con il burro. Nel frattempo tritate molto finemente il tè con 80 gr di zucchero di canna (con il macinacaffè riuscirete quasi a polverizzarlo) e unitelo ai tuorli in una ciotola, mescolando leggermente con una frusta. Macinate a velo il resto dello zucchero di canna. In una ciotola a parte montate a neve gli albumi unendo poco alla volta il restante zucchero di canna a velo come per fare una meringa. Tritate grossolanamente le mandorle pelate nel mixer con la panela (io non compro mai le mandorle già pelate quindi per sbucciarle senza ammattire c’è un trucchetto semplicissimo: portate a bollore un pentolino di acqua, spegnete il fuoco, tuffatevi le mandorle e lasciatele per 5 minuti, scolate sotto l’acqua fredda e si sgusciano in un attimo). A questo punto versate a filo il cioccolato fuso tiepido nella ciotola con i tuorli, mescolando con la frusta a mano, quando il composto è omogeneo unite il cognac, poi la farina e le mandorle. Infine unite gli albumi montati al composto di cioccolato in 3-4 riprese amalgamando molto delicatamente con una spatola per non smontare il composto. Versate il tutto nella famosa tortiera foderata di carta forno, livellate bene e infornate a 190° per 5 minuti poi abbassate a 170° per circa 25 minuti, la torta deve rimanere umida all’interno. Lasciate raffreddare e sformate delicatamente.

ovviamente la ricetta partecipa al contest Tea Recipes di Susina


martedì 9 febbraio 2010

CAVALLO DI BATTAGLIA

la torta di carote

Tranquilli non siete capitati per sbaglio in una puntata di Amici, ma per questa torta di carote non c’era titolo più calzante.

Per anni è stata il mio cavallo di battaglia, nel periodo universitario credo di averla preparata almeno mille volte, a ogni cena, festa, compleanno mi veniva inesorabilmente richiesta Lei, la torta di carote.

Non che avessi miriadi di dolci nel mio repertorio (quando non si ha pieno possesso della cucina, è difficile convincere una mamma che non amava molto sperimentare -ovviamente adesso sperimenta eccome - a provare nuove ricette)..ma lei era sempre la più gettonata! Strano come poi alcune ricette per favolose cadano in quasi totale disuso a favore di nuove... mentre la preparavo mi sono resa conto che erano davvero tanti anni che non la cucinavo.

Nata per caso, nel tentativo di replicare la torta di carote trentina, che per inciso da piccola, nonostante le mie annuali e ripetute frequentazioni estive in montagna, non ne volevo sapere di mangiare neanche sotto tortura perché una torta con una verdura non poteva neanche lontanamente essere commestibile! Per fortuna con l’età della ragione ho cambiato idea. Questa versione non ha le pretese di essere quella originale (provate a cercare su google “torta di carote trentina” e vedrete miriadi di versioni le più disparate) ma si avvicina abbastanza. La ricetta, con gli appropriati aggiustamenti di zucchero, è rielaborata da un vecchio libro di ricette degli anni 80 “la tavola d’oro” e mai più cambiata nel corso degli anni.

Torta di carote

la torta di carote

Ingredienti:

100gr di burro morbido

100 gr di zucchero grezzo di canna

50 gr di zucchero mascobado

2 uova

250 gr di carote

150 gr di mandorle tritate (se come me preferite che si sentano i pezzettini di mandorle, tritatele per metà finemente e l’altra metà più grossolanamente.)

250 gr di farina 00

Latte qb

18 gr di cremortartaro (una bustina)

Zucchero a velo per decorare (nella fattispecie non usando praticamente mai lo zucchero bianco e soprattutto non avendo in casa lo zucchero a velo, ho usato un cucchiaio di zucchero di canna polverizzato nel macinacaffè a velocità massima..il risultato non è proprio identico e rimangono alcuni cristalli ma basta passarlo nel setaccio)

Lavorate a crema il burro con lo zucchero (consiglio la planetaria o le fruste, in mancanza usate un cucchiaio di legno), e, sempre mescolando unite le uova una alla volta. Quando sono ben amalgamate iniziate ad aggiungere le carote tritate molto finemente (fate questa operazione all’ultimo momento perché le carote anneriscono in fretta), le mandorle e infine la farina setacciata con il cremortartaro. Se il composto fosse troppo compatto (di solito lo è) aggiungete poco latte per ammorbidirlo. Versate il tutto in una tortiera da 26 cm imburrata e infarinata. Infornate a 180° per circa 30-40 minuti (prova stecchino). Lasciate raffreddare e cospargete la superficie con lo zucchero a velo.

La torta da il meglio di sé il giorno dopo, circa 18-24 ore dopo averla sfornata quindi vi consiglio di resistere e gustarla come si deve. Unico difettuccio: si sbriciola un pochino ma per me è un pregio.

la torta di carote

sabato 28 novembre 2009

Frangipane alle Pere

frangipane alle pere

Oggi vi presento la torta che ho cucinato per la cena dello spezzatino.

Stranamente era la prima volta che provavo il frangipane, dico stranamente perché la ricetta di questa torta era in cima alla lista dei dolci da provare. Mi ha sempre attirato moltissimo, forse perché la frutta secca abbinata a pere e mele mi manda in visibilio, forse per il nome che sa di antico ma anche di viaggi lontani (lontani fino ad un certo punto poiché il signor Frangipani a cui hanno dedicato il dolce altro non era che un italiano che a Parigi profumava i guanti da lui fabbricati con essenza di mandorla….ma questo l’ho scoperto dopo)….

Forse l’aspettativa era tanta che sono rimasta un pochino delusa, non che non sia buona intendiamoci, anzi, ma non mi ha conquistata come credevo!

Per il mio palato è decisamente troppo burrosa e questo sbilancia tutto, anche le pere che erano una favola! Ma si merita una seconda chance, per esempio potrei tentare la versione di Lydia che ha dimezzato le dosi di burro o quella di Knam all’olio d’oliva!

Per la ricetta, in modo del tutto inusitato non ho spulciato internet per una settimana, ma ho usato quella del ritaglino incollato sul mio ricettario da almeno 10 anni (non ricordo nemmeno più da quale rivista proviene) Ovviamente non ho potuto esimermi dall’apportare alcune modifiche. Innanzi tutto ho preparato una briseè semi dolce invece di quella classica e non chiedetemi perché, ma avevo deciso che era giusto così.

Per la cottura delle pere era previsto un generico vino bianco che non mi sembrava appropriato, quindi ho buttato l’occhio su un (delizioso!) moscato giallo dell’altoadige, vino dolce non troppo alcolico e molto profumato che si è rivelato perfetto!

CROSTATA FRANGIPANE ALLE PERE

frangipane alle pere

Ingredienti per una tortiera da 30 cm di diametro:

pasta briseè semidolce:

360 gr di farina 00

130 gr burro

50 gr di zucchero integrale di canna mascobado

acqua ghiacciata

1 pizzico di sale

Setacciate la farina con il sale e versate a fontana sul piano di lavoro, mettete al centro il burro freddo tagliato a cubetti e lo zucchero. Sbriciolate velocemente il burro con lo zucchero con la punta delle dita, incorporate la farina poco alla volta cercando di lavorare il minimo indispensabile, alla fine aggiungete acqua ghiacciata quanto basta per formare un impasto sodo, fate una palla, avvolgetela con la pellicola e conservate in frigo per circa 1 ora. Una volta riposata la pasta, estraetela, stendetela abbastanza sottile e rivestite una tortiera da 30 cm di diametro, precedentemente imburrata e infarinata. Rivestite di carta forno, coprite con legumi secchi e cuocete in forno a 200°. Dopo 10 min togliete legumi e carta e cuocete per ancora 5-10 minuti (non deve colorire).

Crema frangipane:

115 gr di mandorle tritate

130 gr di burro

115 gr di zucchero

1 uovo

1 cucchiaio di farina 00

3 cucchiai moscato giallo

Montate con una frusta il burro e lo zucchero, unite la farina, il moscato, l’uovo, le mandorle, mescolando con una spatola.

pere:

5 pere williams

2 bicchieri di moscato giallo

Sbucciate le pere, tagliatele a metà e fatele cuocere con il moscato in un recipiente che le contenga tutte in un unico strato. Devono diventare appena tenere, scolatele bene, tagliate in quarti, incidete la superficie con tagli longitudinali e tenere da parte.

Montaggio:

Versate il frangipane nel guscio di crostata cotto, disponete le pere a raggiera sulla crema premendo leggermente. Cuocete a 180° per 30-35 min (la crema deve essere dorata ma morbida.)

Nel frattempo fate ridurre il liquido di cottura delle pere a sciroppo. Quando estraete la crostata dal forno, irroratela con lo sciroppo. Lasciare raffreddare.

Per questo tipo di torta consiglio di usare una teglia dal fondo amovibile o a cerniera, oppure una teglia di ceramica che possa essere portata in tavola.


frangipane alle pere

domenica 8 novembre 2009

La Crostata di mele e mandorle E' di Adriano Continisio e la Caprese al cioccolato bianco è di Lydia Capasso

Va ora in onda a reti unificate:

...scusate il tocco di allegria per un argomento così serio ma l'idea di tanti blogger che pubblicano contemporaneamente questo post mi rende positiva e mi dà una sensazione di forza.

Perchè oggi 8 novembre 2009 molti food bloggers e forumisti pubblicano in contemporanea queste ricette ?

Per solidarietà con Adriano Continisio e con Lydia Capasso.

Riassumendolo in pochissime parole, questa manifestazione vuole porre l'attenzione prima di tutto sulla necessità di un comportamento corretto per chi usa la rete nei confronti di chi pubblica materiale. Spesso si sceglie di mettere a disposizione il proprio materiale o lavoro con una licenza che permette di usarlo a condizione che se ne citi la fonte e questo è già un dono, a nostro avviso. Si dice a chi legge: puoi gratuitamente utilizzare il materiale, puoi prenderlo, ma devi specificare che è mio e dire dove l'hai preso. Non è chiedere molto!

Altra importante condizione è che il materiale non venga usato a scopo di lucro.

Quando tutte e due le condizioni non vengono rispettate è evidente che la cosa è ancor più grave.

Questa volta è capitato ad Adriano, ma nel tempo è già capitato ad altri. Creare un tam tam è forse il primo di tanti passi per avversare il fenomeno, perciò ci siamo uniti e oggi pubblichiamo con il nome del suo autore la ricetta e la foto della crostata che ognuno di noi ha preparato.

E' ora che tutti sappiano di chi è la farina e pure il sacco!!!!!

LA CROSTATA DI MELE E MANDORLE E' DI ADRIANO CONTINISIO

La Crostata di mele e mandorle E' di Adriano Continisio

Ingredienti:

400 gr pasta frolla*

4 mele grandi (ca. 600gr al netto degli scarti)

80 gr di zucchero**

4 cucchiai di amaretto di saronno **

succo di mezzo limone

poca cannella in polvere


massa di mandorle:

120 gr uova intere

60 gr zucchero**

50 gr farina di mandorle

15 gr farina di mais fioretto

15gr di fecola

un pizzico di sale

estratto di mandorle


una manciata di mandorle a lamelle

sciroppo di zucchero**

marmellata di albicocche**


Saltare a fiamma alta le mele sbucciate e tagliate a cubetti, miscelate con il succo di limone e lo zucchero, fino a che non risultino asciutte ma non spappolate. Incorporare il liquore e la cannella e lasciare raffreddare.

Foderare uno stampo da 26 cm e cuocere in bianco per 15 minuti (i primi 10 con carta da forno e riso).

Nel frattempo montare le uova con lo zucchero ed il sale, incorporare delicatamente le polveri e poche gocce di estratto. Pennellare la frolla con poca marmellata, versare le mele, coprire con la massa e cospargere con le mandorle a filetti. In forno a 170° per ca. 20 minuti.

All'uscita dal forno lucidare con sciroppo a 30°be.


La Crostata di mele e mandorle E' di Adriano Continisio

La Crostata di mele e mandorle E' di Adriano Continisio

Pubblicato da Adriano domenica 23 settembre 2007 alle 9.02


*Per la pasta frolla

io ho usato questa ricetta:

300gr di farina 00

150 gr di burro

80 gr zucchero di canna grezzo

2 tuorli d'uovo

1 pizzico di sale

la buccia grattugiata di un limone

rum

oppure potete usare La pasta frolla di Adriano.


**note e piccole modifiche:

come sempre tutti gli ingredienti che ho utilizzato sono biologici

dato che non uso mai lo zucchero bianco, per le mele ho usato lo zucchero integrale di canna mascobado e per la massa di mandorle lo zucchero grezzo di canna;

ho sostituito l'Amaretto di Saronno con il Vinsanto e la marmellata di albicocche con quella di arance;

non ho usato lo sciroppo


Per chi non conoscesse l'antefatto può leggere qui e qui.