sabato 10 ottobre 2009

RICOTTINE AL FORNO PROFUMATE

ricottine al forno

Ed ecco l’enigma svelato!
All’inizio della settimana alcune di voi avranno probabilmente visto comparire questa foto dal nulla piazzata lì sola soletta sprovvista di una qualsiasi spiegazione…la stordita (che sarei IO) infatti si stava trastullando con prove tecniche per la visualizzazione di foto più grandi seguendo le indicazioni di Silvia e poi mi sono evidentemente dimenticata di eliminare il post di prova per qualche ora…la parte più comica è che quando me ne sono accorta ho cancellato il post senza rendermi conto che Lenny e Cri mi avevano pure lasciato due commenti! (l’ho scoperto dopo scaricando la posta…)

Comunque tranquille non sono scappata ai Caraibi sono solo infinitamente rintronata!

La ricetta che vado a presentare è di una semplicità assoluta, giuro che ci vogliono al massimo 15 minuti! Non volevo nemmeno pubblicarla, ma mi è talmente piaciuta che non ho resistito! La “ricetta” proviene dal libro di Bill Granger “Un uomo in cucina”, uno dei tanti regali di compleanno che ho ricevuto (casualmente quest’anno solo doni a tema culinario…non mi spiego..anche quelli non palesemente pilotati…), e l’ho leggermente rielaborata. Per la buona riuscita una sola accortezza: la ricotta deve essere freschissima, se avete un caseificio di fiducia è meglio ma va bene anche quella sfusa del super, se poi fosse biologica sarebbe il massimo!

Ingredienti:

ricotta fresca (circa 120 gr a porzione)

erbe aromatiche fresche (io ho usato basilico, alloro, rosmarino, salvia e timo)

olio

sale

pepe nero

pomodori perini

olive taggiasche

origano

Accendete il grill del forno a media intensità. Tritate finemente le erbe aromatiche. In una ciotola lavorate a crema la ricotta con poco olio, un pizzico di sale, unite le erbe tritate, non troppe, devono solo aromatizzare ma il gusto delicato della ricotta deve prevalere. Distribuite la crema di ricotta nelle cocottine, livellate la superficie, ungete con un pochino d’olio e spolverate con una macinata di pepe. Mettete le cocottine in forno sotto il grill acceso per circa 6-7 minuti finché sulla superficie non si vedono le bollicine e si colora un pochino. Nel frattempo preparate i pomodori, lavateli, tagliateli a fette e conditeli con olio, sale, origano e qualche oliva taggiasca. Estraete le ricottine dal forno, a questo punto avete due possibilità: servire la ricotta direttamente nel contenitore appoggiandolo su un piatto con i pomodori a parte (vedi foto sotto) oppure sformare la ricotta direttamente sul piatto (per non spatasciarla, consiglio di mettere il piatto sopra la cocottina, ribaltare il tutto e poi togliere il contenitore). Servire calda.

E’ ottima sia come antipasto sia come pranzetto veloce e leggero, accompagnadola con pane tostato. Quella in foto è abbinata a pan focaccia al sesamo e a questo pane meraviglioso di cui non vi lascio la ricetta, perché spiegata meravigliosamente bene qui e qui (he he anch’io ho fatto i compiti a casa!).


ricottine al forno

domenica 4 ottobre 2009

PAN BRIOCHE GOLOSASTRO

Si si fanciulla, sei proprio tu! è inutile che guardi per aria fischiettando e facendo finta di parlare al cellulare spento….

Ha ha ha…tempo fa, per la precisione alla pubblicazione del precedente post, su Facebook avevo promesso che il prossimo dolce sarebbe stato vegano ed eccolo qui!

Quando conosco nuove amiche/i mi piace molto lo scambio di idee e di interessi che si crea, perché se alla base c’è sicuramente un substrato di esperienze e di passioni comuni, ognuno ha le sue specifiche peculiarità: che siano viaggi, libri, film, abitudini alimentari, hobby. Si crea un flusso di scambi..binari che s’incontrano carichi di inattese conoscenze e stimolanti avventure. Nuovi impulsi si proiettano nella mia testa..chissà perché ma mi piace avvicinarmi agli altri anche curiosamente, cercando in qualche modo di fare mie le esperienze altrui per un senso di condivisione.

Parlando con Cri che è vegetariana e in questo periodo vegana per causa di forza maggiore, mi sono soffermata a pensare come sarebbe per me, decisamente onnivora (anche se poco carnivora), se dovessi rinunciare anche a latticini e uova…un vero dramma considerando la mia passione per i formaggi, ma quello che mi ha maggiormente preoccupato è stato il pensiero: ma ma ma come faccio con i dolci???? Non posso vivere senza produrre dolcetti!..perché stranamente mi piace di più cucinare i dolci che mangiarli, sono golosa, eccome, ma se mi devo abbuffare vado di salato.

Comunque mi sono tuffata a capofitto a studiare, per i latticini no problem, avevo già sperimentato, ma le uova mi davano da pensare. Ovviamente poi ho fatto di testa mia, il perché poi la scelta sia caduta sul pan brioche, io che non faccio quasi mai questo genere di dolci proprio non ve lo so dire!!

……..Qualcuno mi aveva avvertito che Lei è contagiosa!

Sono partita dalla ricetta delle sorelle Simili, ho sostituito il burro con l’olio, le uova con la purea di mele e l’acqua con il latte di mandorla. Chiaramente non vengono così soffici come quelle tradizionali ma sono proprio buone, morbide e profumate di autunno (e anche un po’ di montagna.. qualcuno disse). Comunque mi hanno dato qualche dritta per migliorarle:

- utilizzare il latte di riso o l’acqua, pare che il latte di mandorla fermi la lievitazione e tenda ad ammassare l’impasto;

- una volta formate le briochine metterle a lievitare nel forno acceso a 30° e quando sono raddoppiate aumentare la temperatura a 200°.

PAN BRIOCHE VEGANO ALL’UVETTA E CANNELLA

Ingredienti:

Per il lievitino:

150 gr di farina 00

110 gr di latte di mandorle

18 gr di lievito di birra

sciogliere il lievito nel latte tiepido, impastare velocemente con la farina e fare riposare in una ciotola coperta da un telo per circa un’ora fino al raddoppio

Per l'impasto:

350 gr di farina 00

100 gr di zucchero integrale di canna mascobado + 1 cucchiaio per le mele

50 gr di latte di mandorle

50 gr di olio di olive taggiasche

2 mele

70-100 gr uvetta secca tritata grossolanamente

10 gr di sale

1 cucchiaino di cannella in polvere

Sbucciare le mele e tagliarle a cubetti, metterle in un pentolino con un cucchiaio di zucchero, un cucchiaio di latte di mandorle e far cuocere a fuoco bassissimo finché non sono ridotte in purea. Quando sono tiepide metterle in una ciotola con la farina, il sale, lo zucchero, la cannella e il latte restante. Impastare un pochino, poi aggiungere l’olio a filo e lavoratelo bene.

A questo punto allargare l’impasto sul piano di lavoro infarinato, mettervi al centro il lievitino e l’uvetta e iniziate ad impastare energicamente (se avete una planetaria è decisamente meglio!) per amalgamare i due impasti. Quando non ci saranno più striature bianche fare due giri di pieghe del secondo tipo, quindi mettere in una ciotola unta d’olio e fare lievitare per circa due ore coperto con un telo umido. L’impasto dovrebbe essere raddoppiato, formare le brioche nella forma che preferite, disporle in una teglia rivestita di carta-forno e far lievitare ancora per un’oretta, sempre coperte con il panno umido.

Spennellare la superficie con il latte di mandorla e infornare a 200° per 30-40 minuti finché sono ben dorate in superficie.

martedì 22 settembre 2009

38!


Non sto dando i numeri, ho solo compiuto gli anni e iniziano ad essere tantini, ma ormai mi sono rassegnata che vado per i 40..e poi non li dimostro, almeno così mi dicono e il mio cervello sicuramente molti di meno!!
Ma volevo rendervi partecipi, anche se ormai è passata più di una settimana (meglio tardi che mai..nel mio caso meglio molto tardi …), perché è il mio primo compleanno da blogger (da come lo dico sembra quasi una malattia…e forse un pochino lo è dato che ho tagliato 4 fette di torta prima di trovare quella con la forma giusta per la foto….alla prossima carta d’identità invece di architetto alla voce professione metto blogger) ed è casualmente quasi coinciso con una giornata particolare.
Troverete il resoconto anche da queste fanciulle, loro ovviamente con i tempi che una persona normale dovrebbe avere.
Insomma, oggi tendo a prendere la tangente e a svolazzare qua e là..ma insomma sabato 12 (il giorno prima del mio compleanno) sono andata al Sana con Cri, anche se devo ammettere che pur avendo lanciato io l’idea di andare insieme, due giorni prima ero lì lì per dare forfait perché non mi reggevo in piedi dalla stanchezza, ma la voglia di conoscere dal vivo Lei e Izn, che ci aspettava allo stand Ecor, era troppo grande..conclusione che mi sono pure svegliata prima ..e meno male perché Cri è saltata sul treno precedente e io mi sono lanciata in biglietteria chiedendo “il primo treno per Bolognaaaaaaa” (mi sentivo in una scena da film!)
Non sto a raccontarvi tutta la trafila (ecco.. se magari scrivessi un pochino più spesso non farei questi postpapiri..è che se sono ispirata non ho tempo e quando ho tempo non sono ispirata…devo trovare un equilibrio) ma vi dico solo che per me è stato un bellissimo regalo di compleanno: ci siamo subito salutate come se fossimo vecchie amiche che non si vedevano da tanto tempo!
Cri è una persona stupenda e solare, Izn una leonessa animata dal fuoco sacro (e ha una bellissima famiglia: la piccola è un vero amore), e complice la presentazione della rivista Valore alimentare ho conosciuto altre due blogger: la dolce Ester con famiglia al seguito e la superprofessionale Camomilla (che è fuggita per fotografare i biscottini!)
Abbiamo gironzolato per i vari stand chiacchierando, assaggiando tante cosine buone e strane (vedi seitan di canapa), abbiamo ingurgitato pure un beverone a base di estrogeni naturali per dimagrire che noi abbiamo subito guardato con sospetto: ci aggiravamo per gli stand leggendo attentamente le etichette cercando di scovare ingredienti tossici (sospettose oltre ogni limite)……. E ho scoperto che mi piace il tofu!

Sono arrivata a casa veramente stracotta e il giorno dopo ho allegramente abbandonato i miei sogni di gloria (volevo fare 2 torte….sì perché manco per il mio compleanno a chicchessia viene in mente di farmi una torta!) e ho optato per il dolce di riserva, giusto per non fare la solita crostata. In pratica l’idea era di fare una sbrisolona con le nocciole senza mais, ma poi avevo del grano saraceno che mi guardava speranzoso..per cui ho spedito i granini al piano di sopra dalla bio-eco-zia e me li sono fatti macinare(ebbene sì a due rampe di distanza, anzi neanche dato che ci passiamo le pietanze calando un cestino, ho a disposizione il fantomatico mulino casalingo!).
E per non farmi mancare nulla ci ho pure spalmato sopra una bella marmellata di mirtilli…Qui dovrei aprire un’altra parentesi perché voi quest’estate avete smarmellazzato beatamente come pazze e io invece ho sempre il problema che la marmellata la uso solo per le crostate e immancabilmente mi ritrovo con miriadi di barattoli aperti in frigo e quindi appena posso sbatto marmellate su qualsiasi dolce (vasetti aperti attualmente presenti in frigo n° 5 = n°5 prossime torte con marmellata)

Ok ok vi do la ricetta altrimenti rimango qui tutta notte!

CROSTATA DI GRANO SARACENO ALLE NOCCIOLE E MARMELLATA DI MIRTILLI

Ingredienti:
250 gr di farina bianca
150 gr di farina di grano saraceno
80 gr zucchero integrale di canna mascobado
200 gr nocciole con la buccia
200 gr burro morbido
2 tuorli d'uovo
2 cucchiai di rum ambrato
1 pizzico di sale
Marmellata di mirtilli neri con poco zucchero (30%)

Il procedimento è quello della sbriciolona classica. Per prima cosa tostate le nocciole, in forno o come preferisco io, in una padella antiaderente, mescolando spesso. Quando sono tiepide sfregatele con le mani per togliere la pellicina che si staccherà molto agevolmente dopo la tostatura perché si sarà seccata. Quindi tritate le nocciole grossolanamente, lasciate pure anche i pezzettoni grossi. Mescolate le due farine con lo zucchero e il sale. Versate la miscela su un piano formando una fontana e nel centro mettete i tuorli e il burro a pezzetti. Impastate tutto sfregando con le dita per formare delle briciole. Aggiungete il rum, impastate ancora un pochino con la punta delle dita (a questo punto l’impasto sarà più omogeneo e meno bricioloso ma non lavoratelo troppo). Versate il composto su una teglia di allumino diametro 28 foderata di carta forno (oppure imburrata e infarinata) e stendetelo come per formare la base di una crostata con i bordi più alti. Cospargete la superficie con abbondante marmellata di mirtilli e Infornate a 180° per circa 1 ora.

La tortazza ha riscosso molto successo, nonostante la mia iniziale perplessità sul gusto della marmellata, anzi se volete dire la vostra accettasi suggerimenti per apertura sesto barattolo!

martedì 8 settembre 2009

..ULTIME FOLGORAZIONI ESTIVE...

Mi capita raramente di leggere una ricetta su altri blog e riprodurla praticamente in tempo reale, molte sono le variabili: di solito mancano gli ingredienti, manca il tempo, manca l’ispirazione per quel particolare piatto, poi passa il momento magico, finisce in archivio e magari la riesumo dopo millenni.
Quando ho visto questa pasta ho pensato che nella sua semplicità era un modo meraviglioso per usare gli ultimi peperoni della stagione, complice il frigorifero invaso da orde di peperoni* e soprattutto la voglia di cucinare che durante la settimana solitamente non è così scontata…
La mia versione è molto meno poetica della sua, per questo vi consiglio di studiare a fondo anche il suo post con tutte le spiegazioni sul tipo di cottura e sulle proprietà degli ingredienti..anzi leggetevi tutto il blog, è una fonte infinita di cultura alimentare.. è un ordine!!

*Nota: ..Le orde di peperoni non sono affatto diminuite….ho il frigorifero occupato, colpa del falegname che sta (almeno spero) producendo nuovi pezzi per la mia cucina. Al telefono ho vagamente accennato alla mia passione culinaria e di fronte a una promessa di mazzi di basilico del su orto per fare il pesto, l’uomo si è presentato con un intero carretto del fruttivendolo: peperoni, melanzane, pomodori (perché già non ne avevo abbastanza dall’orto del babbo…2 pentoloni di sugo!), fagiolini, basilico (1 cesto), prezzemolo in dosi massicce, erba cipollina....aehm, ma siamo solo in due….

FUSILLI BUCATI CORTI AI PEPERONI E PINOLI

Ingredienti per due persone abbastanza affamate:
200 grammi di fusilli bucati corti (Garofalo)
4 peperoni (3 rossi e 1 giallo)
1 spicchio d’aglio
Vino bianco secco
1 filetto di alice sott’olio
Una manciata di pinoli (circa 1 cucchiaio colmo)
2 cucchiai rasi di Pecorino romano grattugiato
1 cucchiaio di prezzemolo fresco tritato
Peperoncino piccante in polvere
olio extra vergine d’oliva


Per primissima cosa lavate e asciugate i peperoni, appoggiateli su una teglia e inseriteli nel forno con la funzione grill (il mio forno ha 3 intensità, di solito uso quella media perché con quella alta prendono fuoco in tempo reale). Mi raccomando durante l’operazione situatevi a portata visiva di forno perché si bruciacchiano molto velocemente! Girateli appena anneriscono, o quando vedete la pelle gonfiarsi e fare le bolle, facendoli abbrustolire su tutti i lati. Ci vuole un pochino di attenzione ma in circa 20 minuti il gioco è fatto. La teoria vuole che la pelle si stacchi più facilmente lasciandoli chiusi in un sacchetto, ma per ovviare a problemi di vario tipo (sacchetti che si fondono con i peperoni bagnati, contatto degli alimenti caldi con plastica o carta trattata chimicamente…..), una volta pronti ho messo i peperoni in una zuppierina e ho coperto tutto con un piatto in modo che il vapore rimanesse all’interno. Quando sono tiepidi (io li ho abbrustoliti nella pausa pranzo e li ho cucinati la sera), apriteli, togliete il picciolo con tutti i semini e i filamenti bianchi, ricordando di conservare il succo che rilasciano durante l’operazione. Fate dorare lo spicchio d’aglio in una padella con due cucchiaini d’olio a fuoco basso (Izn docet), nel frattempo tagliate i peperoni a cubetti e tritate il filetto di alice molto finemente. Aggiungete quest'ultima all’olio con l’aglio e lasciate sciogliere sempre a fuoco dolce.
Unite i peperoni, regolate di sale, alzate leggermente la fiamma e fate insaporire, togliete l’aglio, sfumate con il vino bianco e fate evaporare. Quando il sugo inizia ad asciugare versate l’acqua rilasciata dai peperoni. Unite anche un pizzico di peperoncino secondo il vostro gusto. Mentre il sugo cuoce, fate tostare i pinoli in un padellino antiaderente finché non prendono colore e sprigionano il loro caratteristico profumo.
Scolate la pasta al dente, fatela insaporire nella padella con il sughetto, mantecate con il pecorino e, a fuoco spento, aggiungete il prezzemolo tritato, i pinoli e due cucchiaini di olio evo..

lunedì 31 agosto 2009

PANNA COTTA CON ZABAIONE E MORE


Ebbene sì, lo confesso: è la terza volta in tutta la mia vita che cucino la panna cotta…lo so, è il dolce più facile e veloce del mondo, se non si conta il tempo in frigo!
eppure l’ho sempre snobbato, manco mi sono mai preoccupata di conoscere la ricetta.
Premetto che non sono attratta da questo tipo di dolce, tutti mollicci e tremolanti, come budini e creme caramel, in generale preferisco crostate, torte di mele, semifreddi (che comunque faccio più raramente)…
ma un giorno ho preparato la panna cotta per la crostata del cavoletto e ho scoperto che è facilissima!!
Da quella volta mi si è aperto un mondo e ogni tanto mi vengono dei trip su come personalizzarla per renderla più vicina ai miei gusti e così mi sono buttata! Tra le varie idee che avevo ho provato con questa versione, aggiungendo le more fresche al naturale ( che in questo periodo invadono il mio frigo insieme a i lamponi e ai mirtilli), niente coulis o salsine: non so dirvi il motivo ma mi dispiace frullare o far cuocere i frutti di bosco, a meno che non sia per far sorbetti…lo so state pensando che ho dei seri problemi, ma ogni foodblogger che si rispetti ha le sue fisse, no?
La conclusione? sabato me ne sono mangiata due ciotolini per pranzo, cioè al posto del pranzo, cioè praticamente ho mangiato per due giorni. Dato l’esiguo contenuto calorico…..

PANNA COTTA CON ZABAIONE E MORE


Dosi per 8 vasetti di vetro da yogurt*

Per la panna cotta:
500 ml di panna fresca
250 ml di latte
70 gr di zucchero a velo
1 stecca di vaniglia
3 cucchiai rum
3 fogli di colla di pesce (circa 12 grammi)


Per lo zabaione:
4 tuorli d’uovo (almeno questi devono assolutamente essere bio, codice 0)
80 gr di zucchero
8 mezzi gusci di marsala secco


Per la decorazione:
more fresche

panna cotta:

Mettete in un pentolino la panna, il latte e la bacca di vaniglia incisa per il lungo con i suoi semini. Fate scaldare dolcemente a fuoco medio e nel frattempo mettete a mollo la colla di pesce in un piatto fondo colmo di acqua fredda. Spegnete il fuoco appena compaiono le prime bollicine, non deve bollire! Unite lo zucchero a velo setacciato e la colla di pesce ben strizzata mescolando bene fino al completo scioglimento. Quando il composto è tiepido, versate il rum e amalgamate il tutto. Filtrate attraverso un colino dalle maglie fitte e versate nei vasetti per circa 3/4. Riponete la panna cotta in frigo per almeno 4 ore.

Zabaione:
Mettete i tuorli e lo zucchero
in una pentola di acciaio dal fondo spesso che possa essere usata a bagnomaria.
Montare con le fruste elettriche (vivamente consigliato a meno che non siate dotate di braccio bionico) fino a che si formi una crema gonfia e spumosa.
Unite il marsale
poco alla volta continuando a montare e quando tutti gli ingredienti sono ben amalgamati, immergete la pentola a bagnomaria, in una pentola più grande riempita per circa1/3 di acqua bollente. Mantenete il fuoco bassissimo, l’acqua non deve mai bollire, deve avere giusto qualche bollicina.
Montate con le fruste finché la crema non comincia a gonfiarsi e addensarsi (ci vorranno circa 10-15 minuti), in questo caso l’ho lasciata addensare ancora un pochino volutamente.
Spegnete il fuoco e continuate a montare (io ho usato le fruste a mano) per 5 minuti buoni, poi se avete tempo e pazienza continuate fino a completa raffreddamento altrimenti fate come me, pulite la cucina, caricate la lavastoviglie, girovagate su facebook, caricate il bucato, leggete , ascoltate un po’ di musica..e tra un’attività e l’altra date una bella mescolata allo zabaione e vedrete che non si smonta perché è già abbastanza denso.


Composizione:
Suddividete lo zabaione nei vasetti con la panna cotta, arrivando quasi all’orlo, infine decorate con le more fresche, semplicemente lavate con molta delicatezza e lasciate in colo.


Ora siete autorizzati ad affondare il cucchiaino nel vasetto!
Note
* se vi piace la nota leggermente acidula delle more, consiglio di usare delle coppette con l’imboccatura larga in modo che possiate decorare con più more, oppure portate in tavola una bella ciotola di more a cui ciascuno possa attingere come ho fatto io..ero da sola, lo so, e non è molto elegante con gli ospiti…però i vasetti dello yogurt sono tanto carini…