questa settimana è stata un delirio, lavorativo soprattutto e non...gli ultimi tre giorni sono stati talmente intensi e pesanti che in certi momenti mi sembrava quasi di non riuscire a respirare!sabato 20 giugno 2009
RESPIRARE
questa settimana è stata un delirio, lavorativo soprattutto e non...gli ultimi tre giorni sono stati talmente intensi e pesanti che in certi momenti mi sembrava quasi di non riuscire a respirare!sabato 13 giugno 2009
SOMETHING IN THE AIR.....
Ebbene, pare che a Piacenza ci sia qualcosa di strano nell’aria, una strana epidemia ha colto me e lei quasi contemporaneamente… entrambe colpite da mania compulsive da dolci lievitati a base di yogurt.
Per la precisione la fissa del momento sono i plum-cake con la farina di farro.
Una vaga giustificazione per questa dolce malattia ce l’ho: infatti nell’ultimo e agognato pacco acquisto Gas c’era la farina di farro bianco qualità “dicoccum” che, come specifica anche l’etichetta, è la qualità ideale per fare dolci, pasta e focacce. Non ho molte informazioni in proposito ma il nostro fornitore abituale di farro da questa volta ha voluto aggiungere questa varietà alla solita qualità spelta (per pane, pizza e focacce) ed ho avuto conferma anche dal mio negozio-bio-forno di fiducia che “dicoccum” è proprio la scelta ottimale per i dolci. Quindi, avendo anch’io avuto piccoli problemini con i lievitati dolci di farro in quanto a cottura e umidità dell’impasto, ho pensato di lanciarmi in questa sfida. …il perché mi sia intestardita proprio sui plum-cake questo è un interrogativo ancora lontano dall’avere una risposta sensata!
Per farla breve ho provato un po’ di tutto, dal plum-cake basico con tanto yogurt, con molto latte, con poco latte, con amido di mais, amido di frumento, spezie, frutta..etc ma non riuscivo a trovare un impasto che mi soddisfacesse in pieno (perché diciamolo, il farro ha un sapore diverso dal grano e nei dolci la differenza si sente), ci sono arrivata molto vicino con quelli alla cannella e pesche (sigh, niente foto!) ma c’era troppo latte, secondo me i plum-cake devono essere leggeri ma abbastanza compatti. Alla fine sono arrivata alla conclusione che con gli amidi non vado d’accordo e dopo vari dosaggi sono arrivata a questi plumchini che secondo me possono diventare un'ottima base per ulteriori varianti sostituendo le mandorle macinate con 50 gr di farina di farro.
PLUMCAKE DI FARRO VANIGLIA E ARANCIA
Ingredienti per circa 12 stampini (ovviamente sono tutti rigorosamente biologici, ad eccezione della bacca di vaniglia)
2 uova + 2 tuorli
180-200 gr di zucchero integrale di canna mascobado
250 gr di yogurt bianco intero
300 gr farina bianca di farro “dicoccum” (se non ve la sentite di usare solo il farro potete fare 200 gr farro e 100 gr di grano 00)
70 gr mandorle macinate (con la buccia)
170 gr latte intero
90 gr olio extravergine di olive taggiasche (oppure altro olio evo dal gusto delicato, non usate un olio pugliese ad esempio)
1 bacca di vaniglia
1 arancia rigorosamente non trattata
14 gr di cremor tartaro
1 pizzico di sale
Portate il latte a ebollizione, spegnete il fuoco e mettetevi in infusione la bacca di vaniglia incisa per il lungo, lasciate riposare mezzora. Nel frattempo imburrate e infarinate gli stampini oppure se preferite uno stampo unico da plum-cake e riponete in frigorifero. In una grande ciotola mescolate le uova intere e lo zucchero montando con una frusta, quando sono spumose, aggiungete i tuorli uno per volta continuando a montare. Unite al composto lo yogurt e, quando è tutto ben amalgamato, iniziate a versare le mandorle e la farina setacciata poco alla volta alternando con il latte (dal quale avrete tolto il baccello ma non i semini della vaniglia). Unite il sale, la scorza dell’arancia grattugiata e il cremor tartaro setacciato mescolando bene , infine unite l’olio a filo facendo attenzione che sia perfettamente incorporato all’impasto. Dovreste ottenere un impasto liscio e omogeneo (cioè dovrebbe fare il nastro alzando la frusta), potete regolare con un po’ di latte o yogurt se fosse necessario. Infornate a 180° per 20 min poi abbassate a 150° e lasciate in forno ancora 15- 20 min, ma non devono colorarsi troppo.(per sicurezza la prova stecchino è sempre l’ideale) lasciare intiepidire leggermente, sformate e lasciate asciugare su una gratella. Il giorno dopo sono ancora più buoni!..e anche quello dopo ancora….
PS: comunque anche con le altre prove non ho avuto i soliti problemi da umidità, scarsa lievitazione e cottura, magia del "Dicoccum"?
venerdì 15 maggio 2009
INVOLTINI DI POLLO AGRUMATI

Mi sarei sentita più a mio agio nella categoria dolci, ma possiedo già il libro in palio, quindi mi sono buttata e ho pensato che in effetti il pollo è praticamente la carne che si mangia più spesso a casa mia, ma cucinata in modo piuttosto tradizionale.
INVOLTINI DI POLLO AGRUMATI

domenica 10 maggio 2009
LA DEGUSTAZIONE DI FORMAGGI VOL. 3: I CRACKERS DI ADINA

Questa volta niente tentennamenti sulla scelta della ricetta: i crackers sono stati la prima cosa che ho pensato di fare e sulla scelta della ricetta di Adina non avevo dubbi. Lei è sicuramente una garanzia, l’impasto è senza lievito, quindi tempi di attesa minimi..ci vuole solo un po’ di olio di gomito con il mattarello ma ne vale la pena. Ovviamente solo il giorno dopo ho pensato che avrei potuto usare la macchina per tirare la pasta Imperia ma ormai era troppo tardi!
Ho provato due impasti con farine e aromi diversi..non saprei dirvi quali sono i migliori posso solo constatare che i primi si sono gonfiati poco..ma non so se imputarlo alla farina o alla minore o maggiore sfogliatura…
100 gr di farina di farro integrale bio
8 cucchiai di olio evo bio
Acqua qb
Semi di lino, sesamo e papavero a piacere
Olio evo per spennellare
Sale grosso pestato
200 gr di semola di grano duro bio
8 cucchiai di olio evo bio
Acqua qb
2 cucchiai di timo fresco tritato
Olio evo per spennellare
Sale grosso pestato
Impastate le farine con l'olio, unite l'acqua a filo fino ad ottenere un impasto morbido ed elastico ma non appiccicoso. Formate una palla, copritela con un telo e lasciatela riposare per mezzora. Stendete l'impasto molto sottile con il mattarello e cospargete la superficie con i semini o il timo, ripiegate la sfoglia a libro e stendete ancora con il mattarello, ripiegandola più volte su se stessa. Infine stendete tutto molto sottile, tagliate la sfoglia con le forme che più vi piacciono, ponete i crackers su una teglia rivestita di carta da forno, spennellateli con olio e, se volete, cospargete la superficie di sale pestato. Infornate a 180°é per circa 10 min(dipende dallo spessore della pasta).
mercoledì 6 maggio 2009
LA DEGUSTAZIONE DI FORMAGGI VOL. 2: COME TI TRASFORMO I PANINI IN GRISSINI!
Dal titolo potreste, erroneamente, pensare che abbia prodotto dei grissini per rimediare a panini dalle forme impresentabili oppure che abbia temporaneamente scollegato le mani dal cervello impastando i panini a forma di grissino contro la mia volontà…..
Molto più semplicemente ho tramutato una ricetta per panini al pepe e speck, adattandola nelle dosi e nella lavorazione per i grissini rustici.. con pure un ingrediente segreto!
Il tutto, ovviamente, dopo avere meditato allegramente per 2 settimane (eh.. continuavamo a rimandare la data della degustazione…deleterio per le mie elucubrazioni mentali) cosa produrre per accompagnare i famigerati formaggi, chiaramente cercando avidamente spunti e suggerimenti dai vari blog per creare la ricetta perfetta….
E, ovviamente, non senza essermi fatta una cultura in merito ai grissini, tipo che avevo foglietti con le dosi sparsi per tutta la casa che ogni tanto confrontavo per studiare le proporzioni……spero di non essere l’unica maniaca del caso…
Conclusione della trasfigurazione i grissini sono venuti proprio bene, il sapore era come me lo aspettavo..unico neo la cottura, nel senso che li avrei voluti più croccanti, io tendo a credere che sia il mio forno ad avere dei problemi, ormai ho provato con forno statico, ventilato, socchiudendo il portello gli ultimi minuti, con ciotola d’acqua, ma pane, pizze e focacce e grissini non ne vogliono sapere di diventare croccanti ! cuociono bene ma … anzi se avete consigli in merito (tipo cambiare forno?)
GRISSINI RUSTICI AL PEPE E SPECK CON FARINA DI CECI
125 gr di manitoba
225 gr farina 00 bio
150 gr di farina di ceci bio
100 ml latte
200 ml di acqua
8 cucchiai di olio evo bio
12 gr di lievito di birra fresco
1 cucchiaino di malto di riso
120 gr di speck a dadini
1 cucchiaio di pepe cubebe (oppure pepe nero)
1 cucchiaio colmo (circa) di sale grosso
Pestate grossolanamente il pepe nel mortaio (se non lo possedete, potete usare un batticarne) e separatamente il sale. Sciogliete il lievito di birra con qualche cucchiaio di latte fatto leggermente intiepidire, aggiungete il malto, il resto del latte, l’acqua tiepida e l’olio. Incorporare le farine poco alla volta, aggiungere lo speck e il pepe. Impastate un pochino l’impasto per qualche minuto, infine unite mezzo cucchiaino di sale, continuando a lavorare la pagnotta. Alla fine fate due giri di pieghe di Adriano, meglio quelle del secondo tipo, e con le mani formate una palla. Mettete l’impasto in una grande ciotola unta di’olio, coprite con un telo umido e fate riposare in un luogo riparato fino al raddoppio (a temperatura ambiente ci sono volute tre ore). Raggiunta la lievitazione, prendete l’impasto, lavoratelo leggermente senza sgonfiarlo, prelevate dei pezzi di pasta, formate delle bisce lunghe circa 15 cm e poi arrotolatele su se stesse, tenendo fermo il cordoncino con una mano e ruotando con l’altra. (l’ideale sarebbe stendere la pasta in un rettangolo alto circa 2-3 cm, lasciare riposare mezzora, tagliare delle strisce larghe 1 dito e ripetere l’operazione biscia arrotolata, ma ero di corsissima e ho fatto un po’ a caso, infatti, i miei sono tutti diversi…e orrendamente rustici!) Disponete i grissini su una teglia foderata di carta da forno, fateli riposare ancora per circa 30 min coperti da un telo. Infine spennellate i mostri con un po’ d’olio evo e spolverate con il sale pestato. Io ho infornato tutto a 200° in forno ventilato per 10-12 min finché non sono diventati ben dorati.
Sono ottimi con formaggi cremosi tipo crescenza, ma anche da sgranocchiare estemporanea-mente!



